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giovedì 5 dicembre 2013

Palanchette da gommista

Stamattina sono stata in uno dei posti a maggiore densità di testosterone sulla faccia della terra. 
No, non lo stadio.
 E nemmeno uno strip club.

Sono stata dal gommista.

Ho deciso di prendere le gomme invernali per Esther.
Che sarebbe la mia macchina.
Sì, in famiglia abbiamo questa tradizione di dare il nome alle automobili, a cominciare dalla vecchia Mimì, che era la 500 rossa con cui mia madre ci portava a scuola da piccoli, poi c'è stata Lulù, una Citroen, altra auto della mia infanzia/adolescenza. 
La mia prima auto è stata una punto e si chiamava Gippippa, finita malamente tamponata da un autobus di linea quasi quattro anni fa. Poi è stata la volta di Eddie, e ora è arrivata Esther che con le sue 5 porte mi permette di piazzare comodamente Babybug sul sedile posteriore senza rimanere incastrata.

Appena ho scelto di chiamarla Esther, Lordbug ha decretato che fosse un nome da stronza. Poi l'ha vista, e ha confermato la sua impressione iniziale. 
Sta di fatto che si tratta di una Aygo, non di una Ferrari. Le hanno solo fatto una mascherina un po' aggressiva ecco.

Insomma, visto il matrimonio imminente e fuori Milano, visto che c'è serio pericolo che nevichi, visto che vorrei arrivare a destinazione sana e salva con tutti i passeggeri, e visto che le catene non mi parevano molto risolutive in caso di neve in autostrada, mi sono decisa e ho preso appuntamento dal gommista.
Stamattina arrivo alle 8: unica donna in tutta l'officina, e in quanto tale, MENTECATTA a prescindere.
E' così ragazze, possiamo anche essere stragnocche cresciute in mezzo a marmitte e fusibili (sul genere di Megan Fox in Transformers... Seh, magari), che non è comunque il mio caso, e quando mettiamo piede in un'officina veniamo comunque guardate come delle mentecatte. Proprio sulla fiducia.
In ogni caso mi sono molto stupita nel NON trovare alle pareti calendari di donne seminude. Sono ormai passati di moda pure nelle officine... Penso che ormai rimangano in auge solo in parlamento.

Ma passiamo oltre, lasciamoci alle spalle questa sterile polemica a sfondo politico.

"Buongiorno, ho portato Es...EHM, la mia Aygo per mettere le gomme invernali"
"Ah ok. Ma le ha nel bagagliaio quelle da mettere?"
Sto parlando di una Aygo... Nel bagagliaio ci posso giusto mettere le gomme della 500 di Barbie, se ci stanno. Ho pensato.
"No. Le devo comprare nuove".
"Ah. E le abbiamo?"
Speriamo... Ho preso appuntamento, mi avete detto di portare qui la macchina stamattina... Mi auguro che le gomme ci siano. Ho pensato.
"Penso di sì, ho preso appuntamento..."
"Ah. Allora le avremo... Mi dia la carta di circolazione, che inserisco i dati nel computer"
"Tenga"
"L A D Y ... B U G..."
Miiiii, qui famo notte. Questo sarà anche un superesperto di gomme, ma la tastiera del computer non è sua amica. Ho pensato.
"V I A ..."
"N U M E R O ..."
"Mi dà anche la mail? L A D Y . B U G C H I O C C I O L A G M A I L P U N T O C O M".
Oh Signore.
Dopo 15 minuti buoni di compilazione del foglio elettronico con i miei dati, ho potuto finalmente consegnare il mio portachiavi a mappamondo e andarmene. Chissà poi perchè stasera al ritiro nessuno ha avuto il minimo dubbio che quel portachiavi fosse proprio il mio.

Stasera al ritiro ho portato con me Babybug. 
Estasiato.
Un bambino felice.
Hai voglia a non dargli etichette, a lasciare che si interessi a tutto, a farlo giocare, se vuole, anche con le bambole o con i peluche. 
Stava in officina che manco nella casa di Babbo Natale.
Forse quelle manine non sono palanchette da fabbro, come ho sempre sostenuto... Mi sa che sono palanchette da gommista.


 
 

giovedì 28 novembre 2013

Una giornata stressante

Sono qui da pochi giorni e sto giusto iniziando ad ambientarmi. Il posto è carino, luminoso, di solito abbastanza tranquillo, anche se ogni tanto si sentono strani rumori in lontananza che non riesco bene ad identificare.

Ci sono delle ragazze molto carine che si prendono cura di me, mi danno da mangiare e mi cambiano l'acqua. Quindi non mi manca proprio nulla.

Oggi però è successa una cosa strana: prima del solito giro di lavaggio e pappa Isa, una delle ragazze carine, ha preso la mia boccia e l'ha messa sul pavimento, in mezzo ad una stanza enooooorme e tutta colorata. Io mi sono un po' agitato, non mi piacciono molto queste novità. Anche perchè appena appoggiato in terra sono stato circondato da dei buffi esseri, giganti rispetto a me, ma minuscoli rispetto a Isa. Si sono avvicinati in modo strano, chi strisciando, chi a quattro zampe, nessuno con le pinne ma per forza, là fuori non c'è acqua! E poi si sono fermati a guardarmi: 10 grandi occhi di vari colori che mi fissavano spalancati.
Non potete capire l'ansia.
Mi è anche passata la fame. Ed io ho seeeeeeempre fame, quindi significa che ero molto preoccupato.
Ad un certo punto uno di questi esserini dagli occhioni azzurri ha avvicinato pericolosamente la mano alla mia boccia. VOLEVA PRENDERMI! E ANCHE MANGIARMI SCOMMETTO, CON QUELLO SGUARDO ASSASSINO!!!
Per fortuna Isa è intervenuta in mio soccorso e l'ha fermato.
Ma non vi dico il panico che mi è preso! Dove potevo nascondermi?! Non ho nemmeno un'alga, o un forziere dei pirati in cui infilarmi... NULLA!

Poi Isa ha preso la mia boccia e mi ha portato in bagno. La chiamano così, ma per me è la stanza del lavaggio della boccia. Ero preoccupato che quell'esserino di prima approfittasse del travaso per aggredirmi, ma per fortuna io ero così in alto rispetto a lui che era impossibile che mi raggiungesse!

Alla fine sono stato rimesso al mio posto, nel mio angolino tranquillo, e ho potuto riprendermi con calma dallo shock.
MA CHE GIORNATA!!!
Sono andato a dormire prestissimo per riprendermi!

Ps. L'attività al nido di Babybug ieri prevedeva "cura del pesce rosso". 

venerdì 22 novembre 2013

Il nido che fa per me

Babybug va al nido.
Con buona pace degli elargitori di una serie di commenti non richiesti sul fatto che un bimbo così piccolo dovrebbe stare a casa con la mamma, che così è esposto ai microbi e si ammalerà di più, che avrà gravissime turbe psichiche dovute al distacco, ecc. Ma soprattutto dei "IO sono una MAMMA A TEMPO PIENO e sono felicissima".
Perchè, scusa, io non sono più mamma mentre il nanetto è al nido? Sono mamma part-time? 

Comunque, la struttura è stata scelta dopo attenta ed accurata selezione di tutti i nidi della zona, e posso senza tema di smentite dire che è il nido più fico del circondario.
Al di là del programma educativo, stimolazione delle intelligenze, attività mirate e tutte queste cose bellissime, il mio nido ha una APP, consultabile da cellulare (non dal mio, che è una sega, ma ci siamo capiti...) e dal WEB che viene aggiornata dalle educatrici e mi comunica merende e pranzo del pupo (quanto e cosa ha mangiato), che attività ha svolto, se e quanta cacca ha prodotto, con pure commenti sull'aspetto (sapete che i genitori a questo tengono moltissimo). 
Spesso, ma non tutti i giorni, ci sono anche foto dei bambini che svolgono le loro attività.

Non vi dico dall'ufficio ogni quanto lo controllo per vedere se ci sono aggiornamenti, altrimenti mi prendete per pazza. Anche perchè so benissimo che prima delle 14 difficilmente c'è scritto qualcosa.

Oggi Babybug è a casa con Lordbug, che l'ha portato a fare l'ultimo richiamo della vaccinazione esavalente: dunque niente nido. 
Quindi io SO che è con Lordbug.
Allora perchè ho compulsivamente controllato la scheda di oggi sul sito?

Ma soprattutto, perchè dopo avermi informato a mezzo disclaimer che la presenza di Babybug oggi non è stata registrata, il sistema mi informa che a merenda ha mangiato tutta la pera, ha fatto manipolazione con pasta di sale, ha fatto il sonnellino pomeridiano e poi anche merenda con la macedonia?

Loro sanno che sono una squilibrata.

Ps. Nessun Babybug è stato maltrattato per la stesura di questo post.

lunedì 18 novembre 2013

Ma la ggente una mattonata sulla lingua prima di parlare no eh?

Penso di essere decisamente troppo gentile ed educata per stare bene al mondo.
Sono arrivata a questa conclusione sabato sera, quando la cameriera del ristorante in cui mi trovavo con Lordbug e qualche amico ha insinuato che la mia panza fosse abitata da un, evidentemente manco troppo piccolo, inquilino.
"Ma come, non finisce il gigapiatto di gnocchi?!"
"Eh no, buonissimi ma non ce la faccio"
"Beh, ma mi sa che deve anche mangiare per due..." Fa la stronza ammiccando verso la mia panza.
No. Non devo mangiare per due. Grazie.

Ora, evidentemente è un problema che mi pongo solo io. Di sabato porto Babybug ad un playgroup (lo scrivo in inglese non perchè me la tiri, ma perchè il playgroup si svolge in inglese, quindi è inutile dirvi "gruppo gioco in inglese", lo chiamo playgroup e bon) e c'è una tizia con bimba duenne e megapanza della serie "sto per partorire qui, 3, 2, 1, via!". Ecco, io a sta tizia mi faccio lo scrupolo di chiedere se il pupo è maschio o femmina, o quanto manca al grande giorno, perchè vivo nel terrore che mi dica "no ma non sono mica incinta!".
E, ve lo giuro, è IMPOSSIBILE. Perchè se non è incinta lei Sebastian è un gatto senza turbe psichiche.
Quindi ogni volta mi stupisco della scioltezza della gente a commentarmi la pancia perchè:
1. Non sta per esplodere;
2. Se io sono incinta la tizia che mi ha fatto il commento aspetta almeno due gemelli.
Mi viene un sospetto: se fossi grassa nessuno penserebbe che sia incinta, sarei grassa e basta. Invece sono normale/magra, con un po' di panzetta, e quindi viene naturale evidentemente pensare che non sia colpa mia, ma di un inquilino che mi cresce in panza.
None.
E' proprio colpa mia.

Ma non me la sono mica presa eh, però in quel ristorante non ci torno più.
Gnègnègnè.

giovedì 14 novembre 2013

Ho di nuovo 14 anni. Grazie Mika, grazie.

Mika mi è sempre piaciuto, ma dalla sua comparsa a X-factor quest'anno sono praticamente tornata all'adolescenza.
Ma nemmeno, perchè durante l'adolescenza a me dei cantanti non me ne poteva fregà de meno. All'epoca spopolavano i Take that, tutte le mie amiche impazzivano: poster, concerti, cd, foto ritagliate dalle riviste tipo Cioè... Io no. Niente. Nada. Oltretutto non sono stati granchè i miei 14 anni, non è che venga proprio voglia di tornare indietro. Anzi.

E poi c'è un'altra cosa adolescenziale che mi sta capitando.
No, a parte i brufoli, un'altra ancora. 
Ho ritrovato un'amica che avevo perduto. Era stata una mia scelta eh, nulla di subìto per decisioni altrui o per circostanze... L'avevo proprio deciso io, per varie ragioni.
In ogni caso in questi giorni ci stiamo ritrovando, ed entrambe stiamo vivendo questa cosa come una specie di ritorno all'adolescenza. Tipo che ci emozioniamo quando ci telefoniamo che manco col primo fidanzatino mille anni fa. Ovviamente anche lei impazzisce per Mika. Quindi nascono conversazioni su whatsapp, da perfette adolescenti attaccate al cellulare, su quanto lui sia carino, simpatico, divertente etc.
Due perfette rincoglionite.
Non fossimo pure madri di famiglia andrebbe tutto bene.

Comunque, tornando a Mika, a parte la voce che comunque è notevole, non trovate che sia proprio bellino? Ma che dico, bellino, è meraviglioso! E so che la popolazione femminile, e forse anche parte di quella maschile, è d'accordo con me visto che durante la diretta di X-Factor mi si riempie Facebook di notifiche ad altissimo contenuto di estrogeni. 
Anche perchè non si limita a cantare, anzi quello ovviamente dato il ruolo non lo fa quasi mai, ma parla! Ed è carino, simpatico, parla un italiano meraviglioso, molto più corretto di molti italiani che conosco oltre che della Ventura che, giudice come lui, non tira fuori un congiuntivo manco a supplicarla in ginocchio. E poi vogliamo parlare dell'accento? O se preferite possiamo soffermarci sul sorriso... Vabbè, ci siamo capiti va.

In ogni caso io ho avvisato Lordbug: se Mika citofona, io vado. 
Ciao ciao.
Poi mi è venuto un dubbio: mi sa che se citofonasse, più probabilmente sarebbe per lui, e non per me.

Sigh.




mercoledì 13 novembre 2013

Tutti in gita Forrester-scolastica

Dovete sapere che la Forrester ci tiene al livello culturale dei suoi sottoposti. 
Eh sì. 
Tant'è vero che, proprio in questo periodo c'è in corso una mostra in centro a Milano, e nelle scorse settimane è arrivata la comunicazione dall'ufficio del personale che chi fosse interessato poteva partecipare a due giri guidati della mostra: uno stamattina e l'altro domani pomeriggio.

In realtà io non avevo neppure intenzione di partecipare, visto che già faccio orario ridotto per l'allattamento mi pareva brutto farmi pure il giro turistico, oltre al fatto che, come è ormai arcinoto, mi pesa il culo.
Poi ho scoperto che eravamo caldamente invitati a partecipare, e voi tutti che lavorate in azienda sapete cosa significa caldamente. Così stamattina col primo giro di gita scolastica Forrester sono andata anche io a vedere la mostra.

Stiamo parlando di installazioni di arte contemporanea.
All'ingresso un gigante simil-iceberg sintetico, con buchi e fessure all'interno dei quali stanno sdraiati alcuni cantanti che a turno gorgheggiano frasi scelte dagli artisti, ovviamente, tra quelle "note" di leader politici della storia, da Mao a Saddam.
Poi si sale una scala, passando accanto ad un tizio che suona con la tromba note composte dagli artisti di cui mi è sfuggito il senso: la guida ce lo stava dicendo ma la tromba copriva un po' le sue parole. 

Poi nella prima sala: un pianoforte col buco. Tipo mentos.
Il buco con il piano intorno.
Il pianista arriva, vestito più da muratore che da pianista, ma poi si capisce perchè, e si infila nel piano da sotto. Esce col busto dal buco centrale e praticamente suona il piano dall'interno. Il piano è anche dotato di ruote, quindi il pianista se lo porta a spasso per la sala (ecco giustificato l'abbigliamento "sportivo") suonando l'Inno alla Gioia. Naturalmente il buco comporta che i tasti centrali del piano non possano suonare, anche se vengono comunque premuti ritmicamente, e la posizione permette di suonare il piano anche pizzicando le corde dall'interno e non solo premendo i tasti. Una cosa molto particolare, che secondo me da sola vale tutta la mostra... Infatti se non ho capito male è l'unica delle installazioni che vive di vita propria anche al MOMA.
Comunque, indovinate chi ha rischiato di essere investita dal pianista semovente?

Del resto della mostra onestamente non sentivo la mancanza:
Video di un tizio che se ne va a spasso in moto con tromba nella marmitta, che fa sì che la moto strombetti in giro.
Tizi che si tengono a braccetto e fanno una coreografia che dovrebbe farli assomigliare ad una porta girevole, tipo quelle degli alberghi.
Video, questo a mio avviso il migliore di tutti, con tipa grandeespertadistrumentimusicalipreistorici che suona un piffero fatto con l'osso di un grifone. Suona... Beh, ci soffia dentro via. Ma la cosa tremenda è che così facendo pretenderebbe di mettersi in comunicazione con un grifone che se ne sta lì sul tavolino accanto a lei con aria depressa. Il tutto corredato di primi piani dell'occhio della tipa e di quello del grifone.
Un po' come se una specie aliena cercasse di comunicare con un essere umano soffiando dentro una tibia fossile. Penso che pure l'essere umano si intristirebbe un pochino.

Poi il superinquietante video successivo: l'uomo con la voce più bassa del mondo canta (abbiamo le prove che canti dall'ecografia alle corde vocali, visto che il suono non è udibile se non sotto forma di suono gutturale) al museo di storia naturale di Parigi, rivolto agli animali imbalsamati.
Insomma, cerca di comunicare, tipo seduta spiritica, con bestie morte.
Ma anche no.

Altro video di maiale su girarrosto, con girarrosto azionato da un'automobile: acceleri e il porco gira più veloce. Che spasso.

Lo so, sono una buzzurra ignorante che di arte contemporanea non capisce una mazza.

Amen.

martedì 12 novembre 2013

La sposa del terzo millennio

Sono anni che sento spose descrivere i loro matrimoni, i loro abiti, il numero degli invitati, lo stile scelto etc. come SEMPLICE.
NO MA SARA' UNA COSA SEMPLICE EH.
Poi vai e ti trovi minimo 250 invitati, la cattedrale addobbata a festa, invitati anche i compagni di classe delle elementari, ma non suoi, quelli del fratello minore.

E l'abito, l'hai scelto?
SìSì, ma è SEMPLICISSIMO.
E via di pizzi, merletti, ricami, punti luce, corone, strascichi e veli lunghi 10 metri, che manco Kate Middleton nella cattedrale di Westminster.

E il menu?
Sìsì, scelto... Ma niente di che eh, non vogliamo mica tenervi a tavola per ore!
E giù di Isola degli antipasti, isolotto dei finger, zattera dei vol au vent, scoglio dei fritti, panfilo del panificatore, pangea degli aperitivi, che ti siedi a tavola che stai già scoppiando e ancora la cena, o il pranzo, non è iniziato. Poi ENTRINO GLI ANTIPASTI, poi almeno due PRIMI, un altro paio di SECONDI, e quando ormai il 75% degli ospiti sta perdendo conoscenza in crisi iperglicemica, ecco la TORTA NUZIALE. La quale normalmente sarà BELLISSIMA, ma assolutamente immangiabile: ricoperta di uno spesso strato di pasta di zucchero così dolce che solo a guardarla i denti si cariano due a due, ripiena di un pan di spagna che nella migliore delle ipotesi sarà asciuttissimo, e nella peggiore, almeno per me, intriso di bagna liquorosa.
Io ODIO la bagna liquorosa.

Occhèi.
Per quanto riguarda me e Lordbug, prima di tutto devo dire che se arriviamo alla fatidica data senza coltelli nella schiena, è un miracolo.
Abbiamo discusso di più su inviti, invitati, tavoli, razzi e mazzi annessi e connessi, di quanto abbiamo mai fatto per Babybug. O per qualsiasi altra cosa abbiamo mai dovuto gestire insieme da che ci conosciamo. E faccio notare che io sono una sposa abbastanza sui generis: non me ne frega una mazza di fiori, addobbi, nastri, veli e compagnia, se fosse stato per me ci saremmo sposati con un paio di testimoni e basta, circa un anno fa, prima della nascita di Babybug.
Ma la spos... Ehm, Lordbug non ha voluto.
Così eccoci qua.

Insomma, l'abito, come già sapete, l'ho scelto con lui. Mentre io non ho visto il suo e non lo vedrò fino al fatidico giorno. Le scarpe le ho comprate su Amazon, e le ho fatte recapitare al di lui ufficio. Con anche preghiera di voler verificare il colore, già che stava. Che ero curiosa e non potevo attendere fino a sera.
Il sopra, che sia stola, cappotto, varie ed eventuali, mi accompagnerà prossimamente a sceglierlo.
Purtroppo non ho avuto la prontezza di spirito di fotografare le due pile di partecipazioni, prima di spedirle, laddove quella di Lordbug era tre volte la mia.

In poche parole, la sposa del terzo millennio è LO SPOSO.

martedì 5 novembre 2013

Scene di vita vissuta


"MA è pazza Audrey ad entrare nell'ufficio del Viscido così, senza bussare?!"
"Perchè?!"
"E se lo trova che sta guardando un porno???!"

mercoledì 23 ottobre 2013

Lordbug si è ristretto, io no.

Lordbug è quasi reduce da una dieta ferrea. Dico "quasi" perchè gli mancano 3 kg al raggiungimento del peso che si era dato come obiettivo, che naturalmente sono i fatidici 3 kg che non c'è verso di buttare giù.
Però infondo che volete che siano 3 kg quando ne hai persi 20?!

Bravo Lordbug!

Ha iniziato la dieta a fine giugno, in vista delle nozze, rivolgendosi ad una nutrizionista che gli ha fatto fare un monte di analisi del sangue per poi arrivare alla drastica soluzione di metterlo a stecchetto. Ma sul serio.
Infatti il primo mese era isterico. Poi la dieta si è un po' allentata, lui si è abituato al nuovo regime, e ora devo dire che è sano, bello e in forma.

Se n'è accorta anche la Regina Madre, la quale ogni volta che lo vede si sdilinquisce in mille complimenti
"Ma che cambiamento! Ma come sei bello!" 
e poi rivolta a me 
"Hai visto tuo marito com'è bello?! GLIELO DICI CHE E' BELLO???"
"Sì nonna, glielo dico tutti i giorni"
"Ecco. Anche tu devi essere all'altezza, mi raccomando".
Segue occhiata di disapprovazione alla mia panzetta.

Ebbene sì, ho anche io i fatidici 3 kg da perdere, e tra un mesetto peraltro mi chiameranno per le prove dell'abito da sposa. Ma non posso farci nulla: solo la parola "dieta" mi apre una voragine nello stomaco e il cervello mi entra in loop "carboidratocarboidratocarboidratocarboidratocarboidratocarboidratocarboidrato".
Così:
"Devo mettermi a dieta... Cosa posso mangiare stasera?! Uff, non ho voglia di cucinare... E se mi ordinassi una pizza?! Nononono, DIETA! Allora, che faccio? Cosa mangiamo a pranzo? Ordiniamo messicano in ufficio? NONONONO! Al massimo mozzarella e pomodorini. Certo che però stanno bene accompagnati dalla focaccia pugliese eh... La consegnano anche insieme..."

Mai che mi venisse un desiderio irrefrenabile, chessò, di carote o finocchi crudi. Ma anche cotti eh. Niente.

Posso solo confidare di aver scelto un abito che dissimuli le trippe. Sono fiduciosa.


venerdì 18 ottobre 2013

Topo Gigio got married

Non so come mai, ma cercando immagini di "Topo Gigio matrimonio" escono un sacco di foto delle nozze di Alberto di Monaco.
Vabbè.

Altro che Alberto di Monaco!

Si è sposato TOPO GIGIO!

Si è sposato con la storica fidanzata dei tempi dell'università, ovviamente.
Quando si parlava dei preparativi, a sentir lei c'era da aspettarsi una cerimonia super alternativa... Ero rimasta che stava cercando un abito rosso, cosa che le aveva procurato da subito la mia incondizionata simpatia.

Poi col passare dei mesi l'argomento matrimonio è stato accantonato in favore di quello "ristrutturazione casa": infatti sono andati a vivere insieme come da tradizione la sera stessa delle nozze. Incredibile. Pensavo non esistessero più coppie che non convivono. E invece.

Insomma, per lunghi mesi argomento delle nostre chiacchierate sono stati i lavori nella ex casa dei genitori di lui, che ora è la casa coniugale, i vari corredi, ma soprattutto il servizio di piatti (e bicchieri, e zuppiere, e posate, e piattini e chi più ne ha più ne metta) da 32, che occupa da solo quasi metà del soggiorno, ovviamente custodito in apposito mobile dedicato, intorno al quale si è svolta tutta la ristrutturazione.

Beh, immaginatevi quindi la mia sorpresa quando il giorno delle nozze la sposa ha fatto il suo ingresso in chiesa: abito a sirena bianchissimo di pizzo, con strascico, e velo kilometrico (non scherzo, almeno 4 metri tutti). Unico tocco di rosso, il bouquet con i peperoncini.
Ok, bella era bella. Ma di tutto il suo desiderio di nozze alternative era rimasto solo il bouquet.
La cosa mi ha intristito parecchio, anche perchè mi sono immaginata le pressioni che avrà ricevuto dalle iper tradizionaliste famiglie in proposito.

Ma soprattutto, classico o non classico, il velo così lungo avrebbe giusto potuto permetterselo Kate Middleton nell'Abbazia di Westminster... Non certo la signora Topo Gigio nella chiesa di Sesto San Giovanni.


C'è lavoro e lavoro

Ebbene sono rientrata in ufficio, dopo undici mesi di maternità
Undici mesi in cui tutte le attività di routine in un ufficio legale sono state quanto di più lontano non solo dalle mie attività ma anche dai miei pensieri.
Undici mesi in cui ho fatto di tutto per non rimanere a casa a fare le muffe o a farle fare a Babybug: dal corso di massaggio neonatale a quello di canto (Io. Al corso di canto... Ecco)., passando per quello di yoga mamma-pupetto. Insomma, tutto quello che ho potuto fare con Babybug al seguito, l'ho fatto.

E ora sono di nuovo qui. Mentre lui se la spassa al nido, io cerco di ricordarmi come diavolo si scrive una lettera di diffida, o come si fa a recedere da un contratto. Il tutto nell'assenza più totale di una qualche continuità con ciò che è stato fatto mentre non c'ero: la mia sostituta a metà giugno ha salutato caramente e si è data. La seconda. La prima non aveva nemmeno superato il periodo di prova. Ovviamente non è stata sostituita, tanto io stavo per rientrare...
Risultato: ho appena finito di spalare le pratiche che mi si accumulavano sul tavolo da giugno.

Mi rimane ancora un grosso lavoro da finire, che però non ho proprio voglia di fare.
Lo so. Non ho alternative. Mi tocca.
Ma oggi è venerdì dai!

In tutto ciò, mi dicono, la Hunziker era di nuovo a Striscia la Notizia ad una settimana dal parto... E, come potete immaginare, qui in Forrester la notizia ha avuto un certo rilievo.
Grande scandalo in proposito da tutte le parti: polemiche sui diritti delle donne in maternità, sul pessimo esempio dato e sul pessimo messaggio che pare passi da questa scelta, qualcosa tipo "se torno al lavoro io, allora può farlo chiunque" (ma lei non l'ha detto mai eh, anzi).

Vorrei fare solo qualche considerazione in proposito: scommetto che quando rientra a casa non deve fare bucato, pulizie, preparare la cena, o fare la spesa.
Ma soprattutto: condurre venti minuti di Striscia la Notizia al giorno è LAVORO?!


mercoledì 18 settembre 2013

Un elefante si dondolava...

...Sopra il filo di una ragnatela...

Scusate, sono posseduta dalla fatina delle canzoncine. Che se non fossi stonata come una campana non sarebbe manco male... Comunque Babybug quando canto ride, e questo basta a non farmi indagare oltre.
Ride anche quando starnutisco e quando tossisco, ma non vi permetto di fare similitudini tra le tre cose. 
Sciagurati.

Dicevo.
Ah è vero, non avevo ancora iniziato a dire nulla di sensato.... E sono già quasi a metà post. Fico. E' proprio vero che i figli ti riempiono la vita.

Non vi ho detto una cosa molto importante di me: il 5 settembre sono rientrata al lavoro in Forrester. Grande festa. Poi ho lavorato una settimana e ora sono a casa in permesso per l'inserimento al nido... E ho capito una cosa: voglio mettermi in proprio.
A fare cosa?
Boh.
Quando?
Boh.
Mi serve un'idea.

Ah, e sto cercando di fissare la data del matrimonio, ma a quanto pare parlare col comune del paesello non è così semplice: oggi ho scoperto che la signora dello stato civile c'è il martedì e il giovedì dalle 8 alle 14. 

Altro che mettermi in proprio... Mi serve un bando comunale!

mercoledì 11 settembre 2013

Habemus vestitum!

Dopo mesi di ricerche, e di spulciamenti di siti in tema... Ebbene, ho scelto l'abito da sposa.
Per farlo però ho dovuto andare un bel po' controcorrente, defenestrare mia madre dalla scelta e coinvolgere l'unica persona di mia piena ed incondizionata fiducia: Lordbug.
Sì. Lo sposo mi ha accompagnato a scegliere il vestito.

Ho defenestrato mia madre quando, al secondo abito che ero pronta ad indossare alle mie nozze, e che quindi mi piaceva veramente moltissimo, ha fatto la stessa faccia di quella che assiste all'acquisto di un paio di zeppe leopardate fuxia, ovvero qualcosa di traducibile come "MHPF. Contenta tu".

Niente lacrimuccia di commozione sulla "sua bambina" che si sposa. Niente sorriso, gioia, apprezzamento, "ti sta bene", "sei bellissima". No. Nulla di tutto ciò. 
Niente "Abito da sposa cercasi" nemmeno qui.
Avete presente, quando la figlia trova L'ABITO e la mamma si commuove?
Ecco, io no.
La stessa espressione di uno che guarda un criceto investito da un autobus. Anche davanti ad abiti che a me piacevano MOLTISSIMO.

Quindi niente, ciao ciao. Mia madre vedrà il mio vestito insieme a tutti gli altri il giorno del matrimonio. E quando gliel'ho comunicato ha anche sinceramente esultato.

La Regina Madre, viceversa, si è offesa perchè non è stata coinvolta nella scelta, nella sua qualità di sarta da una vita... O sarebbe meglio dire "sarta di una vita fa", visto che mi ha suggerito di comprarmi un bel busto su misura da mettere sotto l'abito, ignara del fatto che qualsiasi abito da sposa ce l'ha già incorporato nel corpetto, circa dall'inizio degli anni '80.
Quando gliel'ho fatto presente, mi ha guardato come se le avessi illustrato la composizione del DNA alieno.

Lordbug invece è venuto con me, mi ha supportato quando la commessa ha cercato di rifilarmi abiti molto più brutti e molto più costosi di quello che invece volevo io, e mi ha anche sostenuto quando la suddetta commessa ha definito la mia proposta di modifica "un po' forte". Poi mi ha accompagnato in merceria a comprare del tulle bordeaux, visto che stando sempre alla suddetta commessa il tulle bordeaux è letteralmente INTROVABILE.
Talmente introvabile che l'acquisto è andato più o meno così:
"Salve, vorrei del tulle bordeaux"
"Aspetti che guardo se c'è... Ecco. Questo va bene?"
"Sì, perfetto"
"Ok. Quanti metri ne vuole?"

A questo punto devo solo aspettare che mi chiamino per fissare l'appuntamento con la sarta. A novembre.
Ovviamente ci torno con Lordbug.

lunedì 9 settembre 2013

Il digiuno secondo la Regina Madre

"Oggi pomeriggio bisogna digiunare, mi raccomando! L'ha detto il Papa."

Così sabato scorso ha proclamato la Regina Madre sedendosi a tavola davanti ad un piatto di carpaccio con rucola e grana, due fette di pizza e un bicchiere di vino.

Forse programmava di saltare la merenda. Niente pane e nutella a metà pomeriggio insomma.

In effetti il digiuno si affronta decisamente meglio a stomaco pieno.

martedì 3 settembre 2013

Ufficio matrimoni:

A due giorni dal temutissimo rientro in ufficio è giunto infine il momento di andare in comune per le pubblicazioni matrimoniali.
Il matrimonio sarà a gennaio, nessun Babybug 2 in vista che faccia slittare le nozze: è quindi ora di pubblicarci.

Vado in comune quindi stamattina, armata di delega di LordBug che mi dà la procura a fare le pubblicazioni in suo nome e per suo conto, per sposarsi con me stessa medesima.
Il Comune di Milano è un pezzo di terzo mondo, non so come altro definirlo... Altro che Expo2015. L'Ufficio Matrimoni risulta essere al primo piano, almeno sul tabellone all'ingresso. Poi trovarlo è un'altra storia.
Sono entrata con un Babybug di 9 mesi, rischiavo di uscirne con un Babybug maggiorenne.
Ottuagenari che si aggirano nei corridoi, che probabilmente erano entrati per registrare la nascita del primo figlio oggi sessantenne e ancora non ci sono riusciti.

Il tabellone riassuntivo che dovrebbe riportare l'elenco degli uffici e il rispettivo numero di stanza è pieno di cancellature ed etichette di rettifica, risultato: non si capisce una fava.
Per la cronaca, la riga di mio interesse era così:
UFFICIO MATRIMONI: 
Esatto. Nulla. Etichetta bianca.

Alla fine approdo in una sala d'attesa deserta, con una tizia appollaiata su una cattedra in mezzo alla stanza e un distributore di numeretti di carta tipo macelleria. Mentre mi sto domandando come faranno a sapere che è arrivato qualcuno, visto che non c'è nessuno sportello che si affacci sulla sala d'attesa, la tizia appollaiata salta in piedi berciando a squarciagola il mio numero e intimandomi di recarmi nel primo ufficio del corridoio, come se dovesse farsi sentire in una stanza gremitissima di gente.
Io e Babybug ci guardiamo perplessi.
Entriamo nell'ufficio, dove ci aspetta IL SIMPA.

Prende il modulo: nome, cognome, varie ed eventuali. Data e luogo delle nozze.
"Siete entrambi alle prime nozze?"
"Sì"
"ANCHE IL LORDBUG?!?!"
"Ehm. Sì"
"MA HA QUASI QUARANT'ANNI!!!"
"Eh, eppure..."
"BEH BEH, ORA LO SISTEMIAMO".

Procede con la compilazione di altri moduli.

"ECCO GUARDI, ALLORA DOVETE SPOSARVI ENTRO IL 16 MARZO 2014"
"Ah, ok, grazie"
"MA TANTO PER QUELLA DATA IL LORDBUG SARA' BELLO CHE COTTO, DICO BENE??!! HAHAHAHAH"
"Ah ah, certo certo"

"ADESSO GUARDI, TUTTO FATTO. DEVO SOLO CHIEDERLE 32.52 EURO. 16 PER LE PUBBLICAZIONI E 16.32 PER LA DELEGA AL COMUNE CHE AVETE SCELTO"
Gli do 50.52 euro.
Prende la calcolatrice.
Gli dico: "Se preferisce le do anche due euro, così mi dà il resto di 20, è più comodo".
Tunnel del vento tra le orecchie.

Incredibile, c'è chi con la matematica sta messo peggio di me.

giovedì 8 agosto 2013

Chie Mihara - ovvero: stavo meglio prima

In periodo di ricerca forsennata dell'abito nuziale, è inevitabile porsi il problema di cosa metterci sotto... E parlo delle scarpe.

Non so se avete presente la media delle scarpe da sposa: oscillano tra il terrificante e il disgustoso, passando per l'orrido. Dalla punta acutissima, forse pensata per dare calci negli stinchi allo sposo in caso di uscite inopportune, a improbabili decorazioni con strass, fiori, fiocchi, fenicotteri, varie ed eventuali. Ma soprattutto sono tutte drammaticamente, inesorabilmente e immancabilmente BIANCHE.

L'unica scarpa bianca che posso tollerare è la superga, ma quando si inizia a sporcare, non certo nuova.
Anni di discussioni con la Regina Madre: io che non vedevo l'ora che la superga mi prendesse quell'ombra di bianco sporco un po' vissuto, e lei che si armava di VIM in polvere per farle ritornare bianche splendenti. Un incubo.

In ogni caso, una cosa è certa: le mie scarpe di nozze non saranno bianche. Quindi in realtà mi serve un bel paio di scarpe, non necessariamente nella categoria "scarpe da sposa"... In più dovranno essere scarpe invernali, essendo il matrimonio in gennaio.
Insomma, mi sono messa ieri sera a ravanare in rete in cerca delle mie future scarpe, e chi ti trovo?
Chie Mihara.
Una che fino a ieri non avevo mai nemmeno sentito nominare, e che ora scopro che fa scarpe fighissime. E costosissime. Però dai, per il matrimonio un investimento si potrà fare no?
Solo che in Italia praticamente le vende qualche sporadico negozio, mentre il meglio è online. Non che io abbia problemi ad acquistare online eh... Ma insomma, che ne so di come mi stanno? Come mi ci posso sentire dentro? Come mi vestono?

Per farla breve, stamattina ho preso Babybug e mi sono avventurata in una deserta Rinascente in cerca di un paio di Chie Mihara da provare.
NIENTE.
E per di più erano anni che non entravo alla Rinascente, e mi sono resa conto facendoci un giretto che non c'è come avventurarsi in mezzo alle nuove collezioni delle varie griffe per sentirsi pezzenti che più pezzenti non si può.
Davanti ad un completino Armani Baby da 230 € ho dissimulato un malore e mi sono avviata rapidamente all'uscita, sentendomi poverissima.
Che tristezza.

Mi avvio quindi per Corso Vittorio Emanuele, sbircio vetrine a più non posso e finalmente avvisto numero TRE paia di Chie Mihara in una vetrina: nessuna del colore che mi interessa, ma fa nulla... Almeno posso scoprire come mi stanno. Entro.
"Buongiorno! Ho visto in vetrina... Blablabla... Chie Mihara... Blabla"
"Ah sì, certo, la nuova collezione! Però devo farla accomodare di sotto".
Guardo la scala, stretta e ripidissima. Guardo il passeggino. Guardo la faccia della commessa che diceva a chiare lettere "CAZZI TUOI". Sorrido. Saluto caramente.

Ciao Chie. Prima o poi ti avrò.

giovedì 1 agosto 2013

Mr. Barilla ai fornelli

Mr. Barilla è convinto di essere un cuoco eccelso.
Ma non in senso assoluto, a onor del vero; in effetti lui stesso ammette di avere un unico "cavallo di battaglia"... Il piatto che è certo di cucinare divinamente, che nemmeno Gordon Ramsey seguendo alla lettera una ricetta di Bruno Barbieri sarebbe in grado di fare così bene, e che prepara nelle grandi occasioni, quando c'è da celebrare qualcosa insomma, è il risotto al nero di seppia.

Quando lo prepara, Mr. Barilla impugna il mestolo come se fosse uno scettro, impartisce ordini a destra e a manca col cipiglio del vero cuoco che ha in pugno la sala e il parere dei critici, e non si smuove di un millimetro dalla sua postazione ai fornelli, dove sta ben piantato a gambe larghe e dalla quale riesce anche ad intrattenere gli ospiti e a spiegare contestualmente alla moglie come si prepara una torta salata precotta e surgelata.

Di recente i Barilla, dopo lunga odissea tra costruttori falliti e furti di cucine, sono finalmente riusciti a cambiare casa. Ci provavano da almeno due anni.
Quale occasione migliore di una cena inaugurale nella nuova casa IN PIENA ESTATE per propinare agli ospiti il risotto al nero?

Ora, io posso anche fare i migliori pizzoccheri della valtellina della storia del mondo, ma magari non ve li preparo per un ferragosto cittadino con 35° all'ombra e senza un filo d'aria... No? O forse sì, se sto pensando di uccidervi tutti con un coccolone al fegato.

In ogni caso questa è una divagazione inutile, perchè si dà il caso che il risotto di Mr. Barilla sia scotto e insipido. 
In una parola: una porcheria.
Ma devo riconoscere che nel tempo è andato peggiorando: qualche anno fa, forse quando scoprì che gli veniva così bene, fece probabilmente l'investimento di comprare un barattolino di nero di seppia e in effetti il primo risotto non era nemmeno male... C'era anche qualche pezzetto di seppia qua e là a testimonianza della fattura artigianale del prodotto.

Solo che poi sono passati gli anni, e probabilmente il barattolino di nero di seppia dev'essere rimasto lo stesso. O forse è passato all'inchiostro bic, chissà. E ovviamente della seppia si son perse le tracce.
Sta di fatto che sto benedetto riso non sa di nulla, se non di burro, e per di più è scotto. Insomma, sarebbe perfetto per tener su una carta da parati un po' scura.

Due settimane dopo avercelo rifilato, anzi, averMElo rifilato, dato che Lordbug aveva appena iniziato una stringentissima dieta, per cui si è dovuto portare le verdure da casa (mai ho invidiato tanto un piatto di verdure a qualcuno), i coniugi Barilla hanno pensato bene di invitare a casa Topo Gigio e futura consorte e di estendere nuovamente l'invito anche a noi.
Ecco com'è andata:
Ladybug: "Ma se invece veniste voi a Milano e facessimo una pizza da noi? Perchè Babybug blablabla... E Lordbug blablabla"
Mr. Barilla: "MA COME?!?!? Topo Gigio ci ha dato un sacco di consigli utilissimi per le vicende della casa, quindi volevo fargli il mio FANTASTICO risotto al nero. Sai, SE L'E' PROPRIO MERITATO!".
Ladybug: "Ah. Eh certo, capisco. Beh dai, allora facciamo per un'altra volta eh... Sai com'è...".

Sabato scorso nuova reunion con coniugi Barilla e futuri coniugi Gigio (ma qui da noi questa volta): si parlava di stoviglie, servizi di piatti, bicchieri etc... E Topo Gigio diceva che tutto sommato lui potrebbe anche campare mangiando in piatti di plastica e chissene.
"MA COME?!", salta su scandalizzato Mr. Barilla, "mica vorrai mettere il mio MERAVIGLIOSO risotto al nero in un piatto di plastica?!".
L'espressione di Topo Gigio era indicativa del fatto che sì, vorremmo. Per poi accomodare il tutto nel bidone dell'indifferenziata.

lunedì 29 luglio 2013

Tempo di cambiamenti

Probabilmente penserete che io sia una squilibrata con seri problemi di coerenza... E avete ragione.
Prima giuravo di detestare i bambini.
Poi sono rimasta incinta e giuravo e che questo non sarebbe mai diventato un mommy-blog. 
Poi è nato Babybug e sono sparita, un po' perchè non avevo tempo e un po' perchè volevo tanto parlare di lui, ma non volevo che questo diventasse un mommy-blog.
Poi arrivo un giorno e apro una sezione sullo svezzamento.

Più mommy blog di così...

Adesso ci ripenso.
O meglio, di svezzamento parlerò, potete starne certi... Perchè ci sono troppe cose che devo condividere sull'argomento e di cui in troppo pochi parlano. 
Ma non qui.

Lordbug mi ha fatto notare che destinare all'argomento una sezione del blog potrebbe essere un po' sminuente per entrambe le sezioni: sia quella in cui parlo di me, sia quella sullo svezzamento. Entrambe finirebbero sacrificate. E in effetti penso che non abbia tutti i torti.

Quindi niente più sezione sullo svezzamento: apro un nuovo blog tematico!
Ora è poco più di una bozza, ma lo trovate qui ---> Il mio bambino (mi) mangia!
Il nome non è poi così originale, lo so... Ma mi sono ispirata alla fatidica frase che non so quante volte ho sentito ripetere, nelle sue varianti, negli ultimi mesi: "Non MI mangia la frutta (ma può essere anche la verdura, la carne, il pesce, etc. Fino al NON MI MANGIA generico. Il pargolo digiuna)".

Non so voi, ma io lo trovo un modo orrendo, proprio cacofonico, di esprimersi. Lo so che è sempre italiano corretto, se non ricordo male in analisi logica c'è proprio un complemento che indica quell'orrido "mi", ma è più forte di me, è brutto. E pensavo fosse praticamente in disuso ormai.
Invece no.
Le madri lo usano. 
Molto.

Beh, insomma. Qui continuerò, con rinnovato vigore, a raccontarmi come sempre. Di là invece sarò più tematica... In modo che se dell'argomento non ve ne frega nulla, non vi ammorberò oltre... Se invece vi interessa, seguitemi pure di là.

Baci e abbracci.

martedì 23 luglio 2013

Lunedì è sempre lunedì

Il lunedì è lunedì anche se non vai in ufficio.
Questo è ciò che ho imparato in questi mesi di maternità.

Chi l'avrebbe detto.

Lo so, oggi è martedì, per non dire quasi mercoledì, e questo post è in bozza da ieri sera... Non ho avuto nemmeno il tempo di mettere giù ste tre righe, tanto è stato un lunedì leggero (ma anche il martedì non ha scherzato eh).

Dopo mesi di tranquille sveglie verso le 8, ieri e oggi Babybug ha stabilito che l'ora di colazione andava spostata alle 6.45. Lui poi si è pure riaddormentato brevemente... Io ovviamente no.
Di giorno quasi non chiude occhio, se non con grandissima fatica e di solito quando siamo in giro (quindi niente riposino per me), e siamo anche nella fase MAMMA ABBRACCIAMI E PORTAMI IN GIRO PER CASA. 
NONONLASCIARMINEMMENOPERANDAREINBAGNOSENOURLOCOSI: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH.

Un incubo. Fa delle urla che mi trapassano il cranio. Entrano dalle orecchie e si posteggiano proprio nel mezzo del cervello, andando ad occupare tutto lo spazio disponibile. A quel punto l'unica cosa che il mio povero neurone riesce a fare è ripetere ossessivamente fallosmetterefallosmetterefallosmettere.

Ieri, nel bel mezzo di questo delirio, è successo pure che sono inciampata nel seggiolone. Una botta al piede micidiale: mi si è gonfiato tutto un dito e ho zoppicato vistosamente per tutto il resto della giornata, non riuscendo ad appoggiare a terra tutto il piede, ma solo metà.

Oggi il piede andava meglio, e per fortuna, perchè per far star buono il piccolo mostro Babybug ho passato l'intero pomeriggio avanti e indietro per un centro commerciale. 
E io ODIO i centri commerciali, ma in giro era troppo caldo.
Per i milanesi: se vedete una povera pazza che passeggia per ore avanti e indietro per il Fiordaliso, con nel passeggino un pupo adorabile, felice e sorridente, probabilmente quella sono io. E Babybug in casa non è così. Di solito al rientro inizia ad urlare già dal pianerottolo.

Madri con più esperienza di me (ma anche padri eh) ditemi per favore che cavolo gli prende: fino ad un mese fa sapeva giocare da solo e stava tranquillissimo a farsi gli affari suoi. Adesso sclera.
Un po' penso sia perchè vorrebbe fare delle cose, movimenti, prendere oggetti lontani, ma non ha ancora le capacità motorie necessarie, per cui si incazza. E poi? 
Si annoia?
Gli sto sulle balle?
Mi vede la mattina quando si sveglia e pensa "Marò cheppalle sempre questa arriva, mai un viso nuovo"?
 

sabato 20 luglio 2013

Babybug e i sapori forti

Prima di tutto devo dire che Babybug è sempre stato vicino a noi a tavola, anche quando non era neppure in grado di stare seduto o di interagire più di tanto col mondo: lo mettevamo nella sdraietta, e la sdraietta stava sul pouf vicino a noi a tavola.
Questo non perchè noi fossimo così fissati già da allora col fatto di doverlo coinvolgere nei pasti, ma solo per assecondare lui, che ci lasciava cenare tranquilli a patto di poterci sorvegliare attentamente.

Ad un certo punto, intorno ai 5 mesi, la sdraietta ha iniziato a stargli stretta... Non tanto fisicamente, ma da lì si sentiva probabilmente troppo distante dal centro dell'azione. Solo che ancora non stava seduto da solo, e quindi per il seggiolone era un po' presto... Perciò l'unica possibilità per non sentirlo strillare come un'aquila era tenerlo in braccio durante i pasti.
Una dieta perfetta per perdere i kg accumulati con la gravidanza: impossibile mangiare più dello stretto necessario.

A quel punto ha iniziato a seguire con lo sguardo le forchette che dai piatti finivano nelle nostre bocche, e da lì a dimenarsi e agitare le braccia al passaggio della forchetta è stato un attimo. A questo punto abbiamo iniziato ad assecondare la richiesta, facendogli assaggiare qualche cucchiaino di ciò che c'era in tavola.

A parte la frutta, che avevo iniziato a dargli ogni tanto di pomeriggio, la prima cosa che Babybug ha reclamato da tavola è stato un risotto zola e pere, molto apprezzato. Non che ne abbia mangiato chissà quanto eh, però tra un cucchiaino e l'altro si agitava tutto e si protendeva verso il piatto piagnucolando per averne ancora: la richiesta era assolutamente inequivocabile.

Con questo stesso approccio ha poi assaggiato peperoni, pomodori, melanzane, broccoli, carne, pesce... La lista ormai è lunga. Ovviamente non ha manifestato sempre lo stesso entusiasmo verso tutto, ma l'unica cosa che l'ho visto veramente sputare schifato è stata la classica pastina con omogeneizzato di verdure l'unica volta che ho provato a proporgliela. Nemmeno la deglutiva, la teneva un po' in bocca e poi la faceva colare fuori.
Uno schifo.
Avete presente quando assaggiate qualcosa di schifoso e non potete fare altro che sputarlo nel tovagliolo? Ecco.

D'altra parte uno che ama lo zola e impazzisce per i peperoni, che volete che faccia con la pappetta se non tentare di intonacare le pareti?

venerdì 19 luglio 2013

La durissima ricerca dell'Abito - part 2

Avete presente Randy, quello che in Abito da sposa cercasi viene evocato per risolvere IL problema?

Quello che arriva, osserva la sposa, e poi va a botta sicura a pescare L'ABITO in mezzo a MIGLIAIA di abiti apparentemente identici?
Ecco.
Io no.

Breve aggiornamento sul sopralluogo di oggi.
Unico dei tre in un atelier in centro, niente outlet, prezzi minimi 1500 euro.
Questo tanto per dire che non sono andata in uno scantinato cinese.

"Buongiorno, ho un appuntamento per oggi alle 15". 
"Ah bene, venga... Guardiamo qualche catalogo! Ha già qualche idea?"
"Sì. Ho visto sul sito che avete alcuni abiti colorati..."
"No"
"Ah"
"Solo bianco e avorio"
"Ah. Vabbè, ok. Comunque niente abiti a sirena, niente esagerati sberluccichi o strascichi kilometrici".

E con queste premesse mi son vista proporre un abito a sirena, uno con le spalline tempestate di sberluccichi e svariati strascichi.

La signora ha guardato Babybug: "Quanto tempo ha, un anno e mezzo?"
Al che lui giustamente ha iniziato a piangere.

"Guarda AMORE com'è bella la mamma con questo vestito"
"UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH"
"E con questo?"
"UAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH"
"Forse con questo..."
"UAAAAAAAAAAAAAUAAAAAAAAAAAAAUAAAAAAAAAAAAAAH"
"Ok, andiamo. Grazie eh, arrivederci"
"NGHE'"

Ecco.

giovedì 18 luglio 2013

La dura ricerca dell'Abito.

Questa settimana mi sto dedicando alla ricerca dell'abito da sposa.
Ho selezionato tre negozi in cui recarmi per sopralluoghi, domani vedrò il terzo, poi scioglierò la riserva e deciderò in quale negozio tornare con mamma e Regina delle Nevi per la scelta finale.

Fino adesso ho visto delle belle cose, delle cose così così e svariate prove che l'orrido esiste e alcune sono anche disposte a pagare per averlo.

In tutti i sopralluoghi mi son portata Babybug, un po' perchè non posso ancora lasciarlo a casa da solo, ma soprattutto perchè è la mia garanzia che l'appuntamento non duri troppo: ha un'ora di tolleranza dopodichè giustamente si stufa ed inizia a protestare. Se questo avviene significa che l'appuntamento è durato troppo. Ma anche per me eh, non solo per lui. Notoriamente la meno paziente quando si tratta di prove d'abito sono io.
In ogni caso Babybug è un ottimo diversivo: mentre lui elargisce sorrisi e le assistenti di sciolgono in brodo di giuggiole emettendo gridolini su quanto lui sia bellobuonosimpatico etc., io posso mettermi le dita nel naso senza essere vista.
No dai, scherzo.
E' che devo sdrammatizzare un pochino.

Anche perchè "prove d'abito" mi riportano alla mente lontani ricordi di quando la Regina Madre mi portava da una sua conoscente sarta specializzata in abiti per bambini, la Signorina Straziota (e questa volta il nome è drammaticamente vero)... Una tipa che ricordo poco, ma mi pare fosse estremamente somigliante a Magamagò, e che in ogni caso mi pungeva sempre con gli spilli. 
Una cosa fastidiosissima.

Vabbè, perdonatemi la Strazio-divagazione.
Dicevo.
Sull'abito ancora non posso raccontarvi nulla, un po' perchè non ho ancora scelto e soprattutto perchè Lordbug legge. 
Però vi racconto il sopralluogo di oggi.
All'arrivo ho esordito dicendo:
1. Con spalline
2. Niente sberluccichi.
E ho provato quasi tutti abiti senza spalline e pieni di robe sberluccicanti.

Poi, individuato un abito interessante, ho provato a proporre qualche modifica... E mi son sentita rispondere che forse sono un po' estrema.
Ma santo cielo! Che spose pallose deve vedere sta tipa di solito.

Quindi in breve penso che tornerò per la scelta finale all'altro negozio... Ma domani ho ancora l'ultimo sopralluogo. 
Vi terrò informati.

Babybug si svezza da solo

Qualche mese fa, da buona neomamma, mi chiedevo con vivissima preoccupazione come avrei affrontato il momento dello svezzamento.
Davanti agli occhi mi passavano immagini inquietanti di madri che inseguono il figlio per casa con polpette e lasagne, oppure che li rintronano davanti alla tv con canzoncine e cartoni animati in modo che quelli, completamente rimbambiti, aprano la bocca e mandino giù qualcosa senza nemmeno capire di cosa si tratti.

Ecco, non è che mi son fumata roba forte eh, son scene a cui ho assistito più di una volta dal vivo.
Per non parlare delle lotte grecoromane per stabilire chi debba impugnare il cucchiaino.

Insomma, mi chiedevo se fosse proprio necessario rincoglionire i bambini per rifilargli quelle pappette immonde che i pediatri ancora si ostinano a prescrivere come se fossero vere e proprie formule mediche... Oppure farcirli di cotolette e patate fritte purchè mangino qualcosa.
Ero terrorizzata all'idea di trasformarmi in una madre-ilmiobambinononmimangia.

Così mi sono messa una sera a cercare su internet, e ho trovato due cose molto interessanti: un libro ("Io mi svezzo da solo" di Lucio Piermarini) che mi sono comprata su Amazon in versione per kindle e un sito (http://www.autosvezzamento.it/). 
Leggendo l'uno e l'altro ho capito altre due cose:
1. Vorrei che Piermarini fosse il mio pediatra (ma purtroppo non sta a Milano);
2. Niente sbobba per Babybug.
Ho condiviso le informazioni con Lordbug e insieme abbiamo deciso di procedere così. O meglio, di lasciare che fosse Babybug a decidere come procedere, correggendo soltanto le nostre abitudini alimentari in modo da proporre ad ogni pasto i giusti elementi nutrizionali.

Poi un pochino l'ansia de ilmiobambinononmimangia mi è venuta, e ho anche scoperto che esiste una sorta di "finestra di tolleranza" tra i 4 e i 6/7 mesi, durante la quale sarebbe bene far provare al pupo piccoli assaggi anche degli alimenti più allergizzanti, cosicchè il suo organismo li riconosca come buoni e non come estranei, cosa che è invece più probabile che avvenga se l'inserimento è ritardato, in barba al pomodoro dopo gli 8 mesi e gamberetti con la maggiore età.
Quindi con gli assaggini dai nostri piatti ho iniziato piuttosto presto, ma devo dire che Babybug non si è (quasi) mai tirato indietro!

Questa premessa per dire che da oggi inauguro una nuova sezione del blog, i cui post saranno contraddistinti dall'etichetta Autosvezzamento, che utilizzerò per raccontare e condividere questa esperienza, qualche ricetta e i progressi miei e di Babybug, in modo che se qualcuno volesse avvicinarsi a questo approccio potrebbe trovare qui qualche spunto in più.

venerdì 14 giugno 2013

CARA-FACCIO-IO!

A chi di voi non è mai capitato di essere in qualche momento di relax domenicale, o estivo, nella quiete del suo appartamento oppure in località di villeggiatura, e venire strappato di colpo dal sonnecchio per via di colpi di martello, sega, o trapano?
Si è trattato sicuramente dell'opera di un Carafaccioio. 

Solitamente maschio, solitamente cittadino (anche se dà il meglio di sè in trasferta), spesso sconclusionato e sempre e comunque molesto. E' quello che "Ma cara, non stiamo a spender soldi! Che ci vorrà mai a sostituire un tubo?! LO FACCIO IO!". Lui ovviamente di lavoro fa tutt'altro, probabilmente è impiegato da qualche parte, e dunque può FARLO LUI solo nel fine settimana.
Capita spesso che il FACCIO IO, naufraghi miseramente in allagamenti, martellate sulle dita, zappate sui piedi nella versione campestre, con il risultato di avere la casa inagibile per molto più tempo e dover poi comunque ricorrere all'opera di un professionista. Il quale, dovendo rimediare ad un danno peggiore, facilmente si farà anche pagare di più.

In ogni caso, quando anche il FACCIO IO andasse a buon fine, i rumori molesti per i vicini sono assicurati, e la consorte dovrà comunque impiegare del tempo a pulire e riordinare il casino prodotto dal Carafaccioio.

Mia madre riconosce un rumore da Carafaccioio a kilometri di distanza. D'altronde non solo ne sposò uno anni fa, ma ci fece anche due figli. Il cromosoma incriminato però, a questo giro, si è trasmesso alla figlia femmina. Cioè la sottoscritta.

Non so se vi ho raccontato quando, andati a vivere insieme da pochi giorni e con mobili freschi di ikea da montare, chiamai al lavoro Lordbug per sapere dove fosse il martello. 
Il poveretto rientrò a casa terrorizzato, per trovare però i mobili perfettamente montati e puliti. Già, perchè in quanto versione femminile (Carofaccioio) io pulisco e riordino pure.

lunedì 10 giugno 2013

Il matrimonio più deprimente della storia

Se avete dato un'occhiata al blog di Lordbug, saprete già di cosa si tratta: sabato 1 giugno siamo stati al matrimonio del figlio di un cugino di mia madre.
Il matrimonio più deprimente della storia dei matrimoni.
La chiesa: brutta.
Ma così brutta che la Regina Madre, arrivata in taxi, ha detto al taxista che doveva essersi sbagliato, perchè quella era sicuramente la chiesa sbagliata. Invece no, era proprio quella giusta.
Gli sposi: tristi. Tristi non nel senso di depressi eh... Tristi perchè sembravano due bimbetti vestiti da sposi. Lo so, è che siamo ormai abituati a vedere over trenta, se non anche over 40 convolare a nozze, per cui due freschi ventenni forse fanno più impressione del normale. Comunque.
Il rinfresco a buffet: scarso. Sia come qualità che quantità. Vi dico solo che i sorbetti non bastavano per tutti, e quindi solo la metà degli invitati è riuscita ad averli. Probabilmente quella metà che, essendo arrivata tardi alla distribuzione dei primi, era però in pole position per i sorbetti.
Ma poi del sorbetto chissene frega. Vogliamo parlare dei bicchieri di plastica, accompagnati dall'invito a non buttare il proprio perchè altrimenti non sarebbero bastati?
O vogliamo parlare del fatto che alle 16 è finita l'acqua naturale? NO DICO, COME FAI A FINIRE L'ACQUA NATURALE?! Insomma, manda qualcuno al supermercato all'angolo a comprare 3 casse d'acqua e 200 bicchieri di plastica! Ti presto io i 10 euro che servono.
La location del rinfresco: decadente. La villa di famiglia dei nonni materni dello sposo, vicino Crema. Bella eh, sicuramente il secolo scorso, anzi, due secoli fa, faceva la sua porca figura. Adesso è scrostata, vecchia e polverosa.

Sul fatto che il prato fosse melmoso per le piogge non mi dilungo: chi indossa i tacchi capirà che le donne erano molto svantaggiate nella corsa al buffet.

Un siparietto doveroso va aperto sull'abbigliamento del cinquantenne zio dello sposo, nonchè suo testimone. Chiamiamolo Osvaldo. Ecco, l'Osvaldo da che io ne ho memoria (e l'ho sempre visto ad eventi di famiglia, da battesimi a funerali) l'ho sempre visto vestito allo stesso modo: scarpe simil-clarks, sul beige. Pantalone color fango, giacca verdone, camicia giallina. Il tutto di almeno una taglia in più, effetto "prestito da parte del fratello maggiore".
Che importa se questa volta era pure testimone dello sposo! La mise è rimasta invariata.
Ci siamo chieste come mai la moglie lo abbia lasciato vestirsi così, senza nemmeno rimetterlo un po' a posto... E poi l'abbiamo vista: un ippopotamo premuto dentro un miniabito di pizzo blu elettrico. E tutto è stato molto chiaro.
Enzo Miccio avrebbe fatto harakiri nel patio.

La Regina Madre qualche giorno dopo mi ha detto: 
"Se chiudo gli occhi mi viene davanti l'Osvaldo.
Era vestito malissimo anche al funerale del nonno. 
Forse però al posto della giacca aveva un maglioncino".

giovedì 6 giugno 2013

Sebastian e l'effetto farfalla

Qualche mese fa, grazie ad una presentazione in radio, ho scoperto l'esistenza di un progetto che si chiama "Effetto farfalla" che mira a creare un percorso di piante particolarmente gradite alle farfalle, tra giardini e balconi, a Milano, in modo da consentire loro di spostarsi per la città, fino in centro.
Una sorta di percorso shopping per farfalle.
In ogni caso l'idea mi è molto piaciuta, quindi mi sono iscritta sul sito e mi sono pure comprata i semi da piantare per attirare le farfalle.

E' bello perchè le piante sono piuttosto resistenti e facili da coltivare, e si sono trovate bene, e appena si avvistano delle farfalle si può tornare sul sito e segnalare che tipo di farfalla è stata vista.

Tutto meraviglioso, molto bucolico e poetico.

Fino ad oggi pomeriggio.

"Sebastian! Ginger! Con che cosa cavolo state giocando come pazzi?! 
Ah.
Parrebbe proprio una Pieride del Navone..."
 
Ops.

Forse è meglio se non vado sul sito a segnalarlo, ecco.

martedì 4 giugno 2013

Regina Masterchef Madre

La seguente conversazione si è svolta proprio stasera tra mia madre e la sua adorata mamma, meglio nota come Regina Madre:
"Mamma, che fai stasera a cena?"
"Due fili d'oro"
"Ah. Ok dai, ne metti su due anche per me?"
"No. Altrimenti viene un mappazzone".

Ovviamente detto fatto. Cioè, non fatto. L'importante è essere chiari e non creare false illusioni no? 

"E chi si occuperà del gatto mentre tu non ci sei?"
"La Lella"
"No, la Lella al gatto non si avvicina, la terrorizza"
"Ma non deve avvicinarsi al gatto, deve avvicinarsi solo al cibo e alle ciotole"
"Fai tutto facile tu! Il gatto affamato ovviamente si avvicina a chi gli sta dando da mangiare!"
"Allora vorrà dire che gli aprirai tu la scatoletta!"
"Non se ne parla"
"Uhm, ok... Allora faccio passare Ahmed, la mattina, dopo che ha finito le pulizie sulle scale. Gli lascio le chiavi e lui entra e dà da mangiare al gatto".
"No"
"Perchè no?!"
"Il gatto è abituato a mangiare di sera, così gli scombini gli orari".


lunedì 3 giugno 2013

Rinunciate a Satana?

Ma sei sicura? Dai, poverino, poi magari ci rimane male.
No, devi dire "RINUNCIO".
Eh vabbè, allora rinuncio.
Però poi gli dico di prendersela con te eh.
Ok.

Domenica scorsa c'è stato il battesimo di Babybug. Amici e parenti sono accorsi da ogni dove... Con una sola enorme eccezione: Bree non si è visto. Il mio testimone di nozze designato non ha ancora conosciuto mio figlio... Credo si tratti di giusta causa di cambio di testimone, voi che dite?

Comunque dicevo, sono accorsi da ogni dove. Soprattutto moltissimi parenti, alcuni dei quali, derivanti da due rami opposti della famiglia, nemmeno si erano mai conosciuti prima... Al punto che mio cugino mi fa: "Ma tutte le persone in questa sala... Sono tutti gli ospiti di tutti e cinque i bambini battezzati oggi?"
"Ehm, no... Veramente solo di Babybug"
"Ah"
"..."

Faccio notare per di più che i parenti in questione erano solo i miei, visto che per Lordbug c'era solo la sorella, nonchè madrina di Babybug, in rappresentanza della famiglia lontana. Ma fa nulla, anche se ci fossero stati, sarebbero decisamente finiti in inferiorità numerica.
Ah no, scusate, non devo dire "miei" parenti... Erano tutti parenti della Regina Madre, la quale molto teneramente sottolineava che se lei fosse morta, al battesimo non sarebbe venuto nessuno. Insomma, son venuti per lei, non per mio figlio.

Babybug ha dormito per tutta la cerimonia. Si è addormentato poco prima di ricevere l'acqua in testa, in seguito alla quale si è solo leggermente accartocciato su se stesso, per poi appoggiarsi alla spalla di Lordbug e continuare a dormire saporitamente.
Il parroco che ci ha fatto rinunciare a Satana era la copia sputata di Galliani.

La Regina Madre è stata soddisfatta del rinfresco, la sala parrocchiale è stata trasformata con tovaglie colorate e palloncini, e mia madre ha fatto sparire, durante i preparativi, una orrida foto delle pie donne in gita chissà dove col parroco, che troneggiava dalla bacheca.
Se ne sono perse le tracce mentre noi eravamo distratti a comporre primule con i palloncini.

"Abbiamo rinunciato a Satana"
"Oh, menomale, ora sono più tranquilla".

giovedì 23 maggio 2013

Che scandalo!

Ci sono giornate un po' più faticose di altre, è normale. 
Stamattina alle 11 c'era il corso di canto.
Che poi non è un corso di canto, lì ti dovrebbero insegnare a cantare... Qui invece ti porti il pupo e in gruppo con altre sfaccendate di vario genere si cantano un po' di canzoncine ai pupi. Loro si divertono, noi ci divertiamo, in gruppo ci sentiamo un po' meno cretine, la mattinata passa veloce e per finire io rimango sempre stonata come prima.
Tutto normale.

Dicevo, alle 11 ci doveva essere il corso. Esattamente dall'altra parte della città. Ci vado con i mezzi. Minimo minimo devo uscire un'ora prima. I tempi di preparazione con babybug sono lunghissimi, posto che 20/30 minuti se ne vanno solo per la sua colazione, poi va cambiato, lavato, vestito. E in tutto ciò io sono ancora in pigiama. Insomma, mi alzo. Al grido di "ODDIO COM'E' TARDI" afferro Babybug e lo allatto. 
"Amore di mamma, non cazzeggiare su, che è tardi".
Lo cambio/lavo/vesto etc. Poi lo piazzo nel box, mi lavo/vesto pure io. Non ho tempo per fare colazione, afferro un biscotto mentre accendo il cellulare.
*BIPBIP*
Ciao, volevo solo dirti che il corso oggi non c'è perchè la sala non è disponibile.
Ma porc.
E lo scopri ora che la sala non è disponibile?! 
MA SIAMO SERI?!

Ok. 
Di colpo sono in larghissimo anticipo. Ho appuntamento in centro con alcune colleghe alle 12.45... Sono solo le 10.
Faccio colazione con calma, finisco di prepararmi e poi esco con anticipo sufficiente a farmi una vasca per vetrine in corso Vittorio Emanuele.
Arrivo in centro, mi godo finalmente la bella giornata passeggiando al sole. Babybug dorme serafico nel passeggino.
No, un momento. Di colpo Babybug URLA.
Così: UUUUUUAAAAAAAAAAAAAAUAAAAAAAAAAAAUUUUUUAAAAAAAAAAHHHHH!
No problem. Mi serve solo un posto un po' appartato dove sedermi, così lo allatto e siamo a posto.
Un posto appartato. In corso Vittorio Emanuele.
Beh ok, fantastico, ecco lo spiazzo della Basilica di San Carlo, con le colonne. Percorro la piazza e mi siedo in fondo, accanto ad una colonna. Prendo un foulard e lo sistemo intorno a Babybug... Lui felice mangia. L'allarme è rientrato.
Finchè si apre il portone lì accanto, esce una signora col marito. Mi dà un'occhiata schifata, guarda il marito e gli dice "CHE SCANDALO! POVERI BAMBINI!". Poi, prima che io possa anche solo formulare una risposta, prende il marito sotto braccio e si allontanano veloci come il lampo.

Ecco, ho solo due cose da dire alla signora:
1. E' vero, avevo una tetta di fuori. Ma stavo allattando un neonato, non mostrandola ai passanti per adescarli.
2. La prego, si scandalizzi per cose più utili a questo strano paese: provi una sana indignazione quando va a votare, o quando accende la TV... E non quando per caso assiste ad una scena che di scandaloso, onestamente, non ha proprio nulla.

 P.S. Sei mesi, dico, SEI MESI di Babybug. UAU.

venerdì 17 maggio 2013

Tea and strollers

 


 "Mmmmh che buoni questi biscotti!"
"Mio figlio ha il culo rosso, aspetta che ti faccio vedere"
UEEEEEEH UEEEEEEEEEEEEEEH UEEEEEEEEEEEEH
"Ho perso il ciuccio"
"Dai amore della mamma, dormi un po'"
"Mamma mia, ma è la tua fotocopia sto bambino"
"Visto che il tuo nano dorme, prendi la mia, così io vado a fumare"
"UEEEEH UEEEEEEEEEH"
"Amore, la mamma non ha il ciuccio. Prendi la pera"
"Guarda, vedi com'è rosso?"
"Scusa, annusa un attimo, secondo te ha cagato?"
"Mi passi un muffin per favore?"
"No, nel brodo ci devi mettere patata, carota e zucchina. Poi le butti"
UEEEEEEEEEEH UEEEEEEEEEEH UEEEEEEEEEEEEH
"Toh, guarda, prova con questo ciuccio... Tanto il mio non lo prende"
PRRROOOOOT
"Noooo. Dai. Sei riuscito a sporcare anche i miei pantaloni. Fai la cacca perforante!"
"Ma la tua cicatrice com'è? E' rossa?"
"Mezza e mezza, guarda"
"Io volevo una femmina, ma i maschi dormono di più di notte"
"E col passeggino nuovo come ti trovi?"
"Che buone queste focaccine"
"No, i broccoli hanno un sapore un po' forte, potrebbero non piacere ai pupi"
"Il pannolino dove lo butto?"
"Dipende, è leggero o pesante?"
"Avete visto che ci sono i pampers in offerta al Billa?"

 




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