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martedì 20 dicembre 2011

Il buonismo natalizio

Come ho già avuto modo di raccontarvi, a me il Natale piace. L'atmosfera, le luci colorate, gli addobbi... Il giro dai parenti, i regalini, cucinare i piatti natalizi. Tutto il pacchetto insomma. O quasi. Quello che non tollero, anzi, che mi urta proprio, è il buonismo natalizio. Che poi è quello che porta le associazioni benefiche ad intascare un sacco di soldi, facendo leva sul senso di colpa rispetto a chi "non ha niente".
Attenzione, mica ce l'ho con la beneficienza eh, assolutamente encomiabile. Mi irrita però il far leva sugli argomenti strappalacrime per portarti a fare la donazione del caso: e sotto natale queste cose si sprecano.

Venerdì scorso siamo andati fuori Milano, ad un concerto di Natale a cui seguiva buffet (ah ah ah). Arriviamo in loco, tirava un vento gelido, io tutta acchittata con taccodieci e vestitino. La destinazione stava in zona pedonale-centro storico. Tutto acciottolato. Con i trampoli ai piedi. Ad un certo punto l'unico sentierino di pietra su cui riuscivo a camminare si è trasformato in grata... Mancavano solo i coccodrilli. In più avevo una fame epica, e quindi per definizione stavo incazzata nera.
Complice anche lo sciopero dei mezzi, con conseguente traffico impazzito, arriviamo intorno alle 22, il concerto in teoria era quasi finito, aspettavo con ansia il buffet. Ci accomodiamo in sala mentre la cantante gorgheggia felice canzoni di natale di vario genere. Poi ecco, presenta il coro, e fa salire un bambino sul palco il quale introduce la canzone successiva leggendo alcune frasi da un foglio A4. Roba tipo "pensate al futuro dei vostri figli e a quello delle generazioni future, il mondo, la natura, dio e l'universo". Applausi scroscianti. Io sempre più furibonda. Poi la cantante con la voce rotta dalla commozione cerebrale ci dice che appena fuori dalla sala sta avendo luogo la raccolta fondi per la costruzione di pozzi in Africa. Benissimo, ma non c'è mica bisogno di piangere! Si raccomanda di andare a dare il proprio contributo "perchè è Natale". Dopo averci ammorbato pure col bambino, che ancora non lo sa, ma è appena stato sfruttato per finalità economiche.
Queste sono le cose che mi irritano.

Finalmente si fa l'ora del buffet. Ho una voragine nello stomaco. Da lontano intravedo un piccolo tavolo. Un-piccolo-tavolo. Male, molto male. Ci avviciniamo, ma il tavolo non diventa più grande. Sopra ci sono quattro tipi di dolci diversi, due tartine e due panini: uno di segale col cetriolo (bleah) e uno di bretzel col cotto. Ne mangio 4 del secondo tipo più svariate tartine, sono un po' meno incazzata ma lungi dall'essere soddisfatta. Lordbug fa un veloce giro di saluti e ce ne torniamo a casa, non prima di aver riattraversato il centro storico con acciottolato, griglie e coccodrilli.

Diciamo che abbiamo decisamente visto venerdì sera migliori...

5 commenti:

  1. anch'io non sopporto quelli che si servono dei bambini per commuovere la gente!se non è sfruttamento quello...

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  2. ODDIO per favore questa sera sarò nelle tue stesse condizioni >:(!!!
    HELPPPPP Troll è sovreccitato non vede l'ora che sia stasera, come NO!!!

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  3. sono perfettamente d'accordo un post giusto mi sono aggiunta se ti va passa

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  4. Ma certo! Benvenuta Giovanna. :D

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  5. Con i soldi raccolti per i pozzi in Africa si saranno spaccati di mojito.

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