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venerdì 2 settembre 2011

Sono una snob da colloquio

Ed è giusto che faccia outing. Ma a ben pensarci forse sono una snob e basta, non solo da colloquio. O forse ammetto pensieri che fanno un po' tutti, ma che poi non ammettono. E quindi sono ancora più snob di me.

Vabbè, dopo questa premessa assolutamente priva di senso vado a raccontarvi il mio colloquio di ieri mattina: tutto nasce rispondendo via mail ad un annuncio di una società di selezione sconosciuta, mercoledì. Nel giro di 10 minuti mi risponde questa tizia:
"Le ho fissato un colloquio per l'1/09 alle 11, in via tal dei tali n. 18. Portare un curriculum e il riferimento dell'annuncio. Cordiali saluti. Sofronia Stramazzetti".
No, non temete, il nome l'ho inventato, ma il resto è testuale. Ora, ok che sono una sfigata in cerca di lavoro, ma se mi fissi un appuntamento dall'oggi al domani, via email, almeno abbi il buon cuore di inserire una frase tipo "se ci sono problemi mi chiami al numero xyz" o qualcosa del genere. Macchè. La Sofronia mi si è subito distinta per cortesia e gentilezza.

Arrivo ieri mattina in via Tal dei tali 18, che peraltro è una via in centro a Milano, mica in periferia, e trovo un palazzo fatiscente. Ma no, magari non è qui, mi sarò sbagliata.
Invece no. (Paio Lucarelli)
Sotto il citofono c'è una targa con il nome della società di selezione con scritto "dalle 9 alle 13 non citofonare, il portone è aperto". Ok. Spingo il portone e mi trovo in un buio e triste corridoio-portinaia-munito. Portinaia anch'essa buia e triste, che mi indica la porta della società di selezione in questione dicendo "Non suoni il campanello, che non funziona. Entri pure".
Oooook. Entro. E mi trovo in un altro corridoio buio e triste. Di reception manco l'ombra. Ci sono giusto due tizi in una stanza che se la raccontano. Mi affaccio e chiedo notizie della Sofronia, dichiarando di avere un appuntamento.
"Si accomodi nella stanza infondo".
Mi accomodo e mi guardo intorno: pavimento di linoleum, pareti scrostate, seggioline da sala di attesa di una asl di periferia. Sbarre alle finestre. In sala d'attesa con me ci sono 3 uomini, uno in giacca e cravatta che in effetti scopro essere lì per il mio stesso annuncio, e due per una faccenda di elettrotecnica o cose simili. Onestamente mi sarei aspettata anche 2 badanti ucraine e una donna delle pulizie senegalese.

Arriva la Sofronia, che non mi chiama nemmeno per nome ma mi fa un cenno con la mano e mi accomoda all'altro lato della sua scrivania. Poi sparisce. E io continuo a guardarmi intorno.
La stanza della Sofronia è grande, anche perchè è condivisa con un tizio non meglio identificato che sta in una scrivania gemella. Le scrivanie sono brutte, bianche e sporche. La sedia ha lasciato strisciate di plastica nera sulla parete bianca alle spalle, che ora è nera e scrostata. Sbarre alle finestre. Inizio a chiedermi che cacchio ci faccio lì.
Torna la Sofronia e mi si rivolge come fossimo vecchie amiche "Allora Ladybug, raccontami cosa fai ora e cosa facevi prima".
Sono perplessa. Non mi piace affatto che in una situazione del genere mi si dia del tu (ve l'ho detto, sono snob). Le racconto in cinque minuti la mia storia professionale. Lei non fa domande, non mi chiede nulla della formazione precedente, non mi racconta una mazza, nè della società per la quale lavora, nè di quella per la quale sta effettuando la selezione. Mentre sto parlando si fa anche un bel minuto di cazzi suoi al telefono.

Alla fine alza un sopracciglio e mi fa "ma l'annuncio l'hai letto?".

"E lei il mio curriculum l'ha letto?" Mi alzo e me ne vado.
Questo è ciò che avrei dovuto fare.

Invece sono rimasta talmente basita da non riuscire nemmeno a rispondere. Praticamente mi tratta come se avessi risposto ad un annuncio per baristi diplomati invece che per una posizione di legale d'azienda. Sono allibita.
Prendo l'annuncio e spunto l'elenco dei requisiti: celo, celo, celo, celo. -.-'

Mi guarda e fa "Beh, comunque chiaramente non sono io che decido, parlerò con la società e poi eventualmente tra oggi e domani ti farò sapere".

Mi sono alzata e me ne sono andata.

Durata del colloquio: 6 minuti circa. Di cui uno con la Sofronia al telefono a farsi i fatti suoi.
Durata dell'incazzatura conseguente: 24 ore, e ancora non mi è passata del tutto.

Comunque è andato bene eh, non l'ho nemmeno picchiata!

9 commenti:

  1. Sbarre alle finestre. Un colloquio dell'orrore, praticamente.

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  2. Sì, davvero. Secondo me al posto della sala riunioni hanno la sala torture!

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  3. Ma sicura che non era un ex manicomio?

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  4. Altro che Ex, penso che lo sia ancora in effetti!

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  5. CHE COSA?!? Ma perchè fanno queste cose? ci fanno solo perdere tempo ECCO! una volta mi sono dovuta alzare alle 6.00 andare dall'altra parte di Roma, per scoprire che invece di una segretaria, come diceva l'annuncio, cercavano venditori porta a porta!!! grrr

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  6. Marianna ti è andata ancora bene! Ad una mia amica che si era presentata ad una selezione in cui cercavano una segretaria hanno proposto di girare film porno in Ucraina!

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  7. CHéééééééééééé ahahahhah mio dio che schifo!

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  8. se non l'hai picchiata non è andata bene come dici...

    Una piccola domanda: ma perché sulla bacheca di blogger non mi arrivano più gli aggiornamenti dal tuo blog? È normale o quello problematico sono io? (sì, le domande sono due)

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  9. Bert, temo che sia perchè non è più pubblico. Mannaggia. -.-
    Oggi pomeriggio vedo se riesco a cambiare indirizzo e a tornare pubblica... Mi sa che quella problematica sono io!

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