Pagine

giovedì 28 luglio 2011

Flying Ladybug & mystic Queen Mother

Ebbene lo confesso: ho paura di volare. E l'argomento si fa di stringente attualità, visto che stasera ci attende un aereo per Bari, dove trascorreremo il fine settimana impegnati in un classico matrimonio pugliese. Per la serie "se non precipita l'aereo, comunque morirò di indigestione".
In realtà non ho sempre avuto paura di volare... La prima volta che sono salita su un aereo avrò avuto una decina d'anni, e mi era sembrata una figata pazzesca. Intendiamoci, tutt'ora penso che lo sia, e i paesaggi che si vedono da un aereo non hanno eguali, solo che durante il decollo mi passano ogni volta davanti tutte le immagini possibili di disastri aerei, da ustica a lost. E non è mai bello. Poi vedo che regge, che tutti ostentano indifferenza, che le hostess distribuiscono bevande-biglietti della lotteria-orologi etc. e mi tranquillizzo un minimo.

Comunque, questo era solo per dire che vi ho voluto bene e vi ho sempre letto volentieri. Just in case.

MA, l'argomento di oggi non è questo. Bensì, ovvio, la Regina Madre, e nello specifico la sua viva spiritualità.
Prima di tutto dovete sapere che non è mai stata una donna di chiesa: non credo che abbia chissà che fede in Dio, diciamo che la sua è più una "fede perbenista", nel senso "ci credo perchè mi hanno insegnato così, ed è giusto così e se no poi gli altri cosa pensano". Non credo di averla mai sentita dire "vado a messa", a meno che la messa non fosse compresa in un matrimonio o in un funerale. Data l'età sua e delle sue conoscenze, ovviamente capitano più spesso funerali, che poi sono le attività sociali che le danno maggiore soddisfazione. Lei quando c'è un funerale rifiorisce: si attiva, scrive biglietti di condoglianze, va dal parrucchiere, organizza la trasferta alla chiesa e ritorno con una minuzia ed un entusiasmo che non manifesta mai per nessun altro evento sociale. E poi ovviamente radiografa tutto: i fiori, gli allestimenti e i presenti, dai più vicini al defunto fino a quelli che passavano di lì per caso, commentando nel dettaglio l'abbigliamento di tutti e facendo un accuratissimo elenco di chi vuole o NON vuole al suo funerale, come devono essere i fiori, come deve essere vestita lei, etc. Elenco che poi puntualmente sottopone a mia madre la quale, non ci crederete, la manda a stendere.

Allo stesso modo non ha mai svolto alcun tipo di attività social-religiosa: chiesa, volontariato etc. Lei non lo ammetterebbe mai, ma vi dico io il motivo: non sopporta le persone. Anche perchè una che ha per attività sociale preferita i funerali, capite, non può amare il genere umano e la compagnia.

Insomma, per farla breve, l'attività più vicina ad un interesse spirituale che svolge ormai da almeno vent'anni è la frequentazione di una medium: una signora molto anziana che asserisce di essere in contatto con uno spirito guida chiamato Andrea, fu medico ottocentesco.
La parte peggiore di questa frequentazione spirituale comunque è che una o due volte all'anno RM pretende di essere accompagnata da costei, il che implica una mezz'ora abbondante di traffico cittadino con lei che dà indicazioni stradali basate sulle rotaie del tram, teme di essere in ritardo, si lamenta delle tecniche di guida del fortunato conducente di turno, etc. (la Regina Madre in macchina merita un post a sè, ci torneremo).

Ora, vi assicuro che io non sono prevenuta verso il genere "medium" , nel senso che davanti a delle previsioni azzeccate sarei la prima a riconoscerlo e non sono una scettica in assoluto, oltretutto sta donna vive veramente in una topaia in periferia, in un appartamento minuscolo densamente abitato da scarafaggi, e con un arredo umido e polveroso, quindi probabilmente con questa attività riesce giusto ad arrotondarsi la pensione.
Però ecco, con tutta la buona volontà, sono vent'anni che sto benedetto Andrea non dà una risposta diversa dalla domanda.

Ieri sera la Regina Madre, tutta zuccherosa in vista della mia partenza per il weekend, mi dice:
"Ho sentito l'Andrea! Sai, non si sbilanciano sul rinnovo del tuo contratto... Dice che sono molto indecisi sul da farsi, e quindi consiglia di iniziare a cercare qualcos'altro, anche se poi alla fine magari ti tengono".
[Ditemi voi dove sta la novità rispetto a quello che mi aveva già detto chiaramente la mia capa 10 giorni fa]
Ora, capisco che nell'aldilà non si vogliano sbilanciare sulla situazione economica italiana, però speravo in una visione un po' più ad ampio spettro di quella che ho io nell'aldiqua.

Naturalmente GUAI a farlo notare alla Regina Madre: l'Andrea NON si tocca. Anche se è più che evidente che dia consigli basati sul mero buonsenso (il che in effetti è già tanto) spacciandoli per consigli provenienti dall'altro mondo, tipo:
"Ti fa male il ginocchio e quella cura ti aveva fatto bene? Torna dall'ortopedico".
"Tuo nipote fatica a cercar casa da solo in Svizzera perchè gli affitti sono molto alti? Eh beh, è difficile... Magari troverà un appartamento con dei coinquilini".
Ogni volta che mia madre ha provato a sollevare la questione, si è sentita rispondere: "Tu con me sei cattiva", quindi ci rassegniamo e aspettiamo nuove illuminanti rivelazioni.

Andrea! Mi raccomando eh!

mercoledì 27 luglio 2011

LordBug e gli ultrasuoni

Oggi vi parlo del mio fidanzato. Chiamiamolo per coerenza LordBug. (Volevo mettere un'immagine con due coccinelle, ma ce ne sono solo durante l'accoppiamento, abbiate pazienza).
Ultimamente mi è diventato un po' monotematico: ha il trip dell'aerografo. Lui sostiene di averlo sempre avuto, e che si fosse solo sopito per qualche tempo, e in effetti devo dire che in casa ci sono tracce di aerografo risalenti BL (Before Ladybug). Sta di fatto che ormai da qualche mese l'aerografo si è riproposto in maniera sempre più incisiva nelle nostre vite.
Prima nella forma della esumazione di polverosi libri dallo sgabuzzino, poi nella forma dell'acquisto di nuovi libri, nel recupero dell'aerografo regalatogli dai suoi nell'anteguerra, nell'acquisto di colori e albi da disegno e nell'iscrizione ad un corso specifico di due giorni in settembre.
Ma non crediate che la faccenda si sia svolta sotto silenzio! Sono stata interpellata e consultata prima, durante e dopo ogni esumazione e acquisto.
(No amore non mi dispiace, figurati, continua pure a farlo)
Io, che confondo la vena artistica con l'arteria aorta.
La consultazione si può svolgere in qualsiasi momento, a sorpresa. Un po' come le interrogazioni di letteratura delle superiori. Mentre cucino, sono in doccia o sul divano. A volte anche nel sonno. Ora la questione principale è: l'aerografo nuovo va acquistato su internet negli States perchè costa molto meno: lo faccio spedire qui a casa, o lo faccio mandare dall'amica di tua mamma in Canada? Sembra una domanda banale, ma sappiate che la risposta non è immediata, e l'errore è in agguato.
Una sera si è presentato a letto con il nuovo libro sotto braccio.
Ho iniziato a farmi delle domande.
Per brevi momenti l'aerografo-obsession è stata soppiantata da una ricerca compulsiva di mobili per l'angolo studio: quelli che poi abbiamo preso all'Ikea 10 giorni fa, vi ricordate? Ecco. Col senno di poi inizio a sospettare che tutta quella fretta di allestire l'angolo studio fosse dovuta alla necessità di ricavare uno spazio per l'aerografia, e non per una questione di amore dell'ordine in sè e per sè.
"Amore, dai, così mettiamo a posto i libri (i libri, capite) e poi hai il tuo angolino per il decoupage!"
Sì, comeno!
Nei giorni scorsi però si è consumata la tragedia: il vecchio aerografo, riesumato dopo anni di inattività, si è otturato. A nulla è valso il tentativo di pulizia tramite ammollo nell'ammoniaca. Ma lui, da vero Lord, non si è minimamente scomposto. Ieri sera, rincasando dall'ufficio, mi ha telefonato dicendomi di aver fatto un acquisto che, cito testualmente, "in linea di principio avrei sicuramente approvato. E per soli € 40. Una lavatrice".
"Come scusa?"
"Sìsì, una lavatrice!"
"Ho capito, mi stai turlupinando. La lavatrice ce l'abbiamo, e 40 euro sarà giusto il prezzo della vaschetta del detersivo. Come minimo hai preso la lavatrice per l'aerografo!"
[ride]
"Oh cazzo, c'ho preso! La lavatrice per l'aerografo???"
"Sì, è una lavatrice ad ultrasuoni! Ma è comodissima eh! Ci si pulisce un sacco di roba! Gli occhiali ad esempio! E pooooi... L'aerografo! E poooooi, i tuoi gioielli! [manco fossi cleopatra] E pooooi... l'aerografo!!! *_*".

LordBug ha sempre molto aplomb nelle sue manifestazioni: il fatto che non mi abbia reso partecipe della decisione e della scelta prima dell'acquisto può significare tre cose, anche tutte e tre contemporaneamente:
1. ha un'amante aerografista;
2. era talmente disperato per l'otturamento dell'attrezzo da imporsi di osservare giorni di scaramantico silenzio in attesa dell'avvenuta rianimazione;
3. si è sentito spodestato dall'utilizzo della lavatrice normale e ha dovuto sublimare con quella della Barb... Ehm, dell'aerografo.

martedì 26 luglio 2011

Tu che sei avvocato...

"Ah ciao Ladybug! Senti, tu che sei avvocato..."
"Non sono avvocato."
"??"
"No, sono laureata in giurisprudenza, lavoro in un ufficio legale d'azienda, ma non ho mai fatto l'esame da avvocato. Non sono avvocato".
"??????????????????????????????????!"
"Vabbè, fa niente. Dimmi. *occhi al cielo*"
"...C'è questo mio amico, no? Il cugino di quarto grado della figlia della portinaia dello stabile di mia sorella, che ha perso la mamma l'anno scorso e però ha continuato a ritirare la pensione. Ora gli hanno detto che lo Stato sti soldi li rivorrà e lui non sa cosa deve fare. Gli possono portare via la casa?!"
"Ah, ma chi gliel'ha detto scusa? Ha ricevuto una cartella esattoriale o una qualche notifica?"
"No, ne ha parlato col medico e col prete"
"Ah.
Beh ma scusa, come ha fatto a continuare a percepire la pensione della defunta? Ha anche falsificato dei documenti?"
"Boh, glielo chiedo".

[trascorre un lasso di tempo sufficiente a dimenticare l'amica, l'amico dell'amica, la sorella, la portinaia, la mamma defunta, il medico e il prete]

"Ehi Ladybug! Ti ricordi quel mio amico che ti dicevo? Quello invalido?"
"Chi?!"
"Ma sì, quello che percepiva quella pensione che non gli spettava e non sapeva come fare..."
"Ah, sì, il truffatore ai danni dello Stato con la mamma defunta! Eh, dimmi"
"Nono, non aveva falsificato nulla eh! Ora mi son fatta spiegare bene: semplicemente percepiva una pensione di invalidità e ha continuato a percepirla per un anno anche dopo aver trovato lavoro come categoria protetta. Però quei soldi li dovrà restituire no?"
[E che diavolo ne so, io mi occupo di diritto societario porca pupazza]
"Scusa, e la pensione della mamma defunta?"
"Nono, non c'entra"
"Ah. Vabbè, senti, non ho idea di come funzionino le pensioni di invalidità. Digli di andare all'Inps a sentire cosa deve fare per regolarizzare la posizione".
"Ok! Graaaaaazieeeeeeee!".

E se pensate che mi succeda solo con amici e conoscenti, sappiate che la mia lettera di assunzione recita "Avv. Ladybug". All'ultimo colloquio, quando ho firmato, ho fatto presente che non sono Avvocato, e il direttore del personale mi ha risposto:
"Beh, è lo stesso... Ora non è che posso rincorrere l'AD per fargli firmare un'altra lettera, vada tranquilla".
"..."

Ora. Ricordatevi bene una cosa. Un avvocato (cosa che io comunque NON sono, nel caso ci fossero ancora dubbi) NON è un tuttologo. Anche se molti amano farlo credere, per giustificare le parcelle da sincope che sparano in giro. Diffidate SEMPRE dai legali che si occupano di TUTTO (penale, civile, assicurazioni, societario, etc.) perchè è GARANTITO che fanno tutto male. Un buon avvocato si specializza in un ambito solo, al massimo due (ma anche no) e del resto ha solo qualche vago ricordo teorico risalente all'università. Ma nessuno lo ammetterà MAI.

lunedì 25 luglio 2011

Cat-Regina Madre-Woman!

Che c'azzecca la Regina Madre con Catwoman? Apparentemente nulla. Anche perchè la Regina Madre c'ha un'età, e non è più molto agile. Diciamo le cose come stanno. Per non parlare del fatto che insaccata in una tutina nera di latex farebbe una certa impressione.

Però, vi stupirete, anche la Regina Madre ha dei superpoteri. Oltre ad essere campionessa mondiale di stracciamento di balle dico. Ecco. Lei è una affermata diagnosta di scarafaggiologia. Una specializzazione conseguita in anni di studio del genere.
No, non vive in un tugurio, anzi: lei e mamma vivono in una bellissima casa in centro a Milano. Solo che è uno stabile piuttosto vecchio e quindi di tanto in tanto (di rado per fortuna) tocca fare i conti con queste simpatiche bestiole che fanno capolino nei pressi delle vecchie tubature.
Di norma vengono rinvenuti già defunti, viste le quantità di baygon utilizzate a scopo preventivo. Quando viene rinvenuto il corpo, la Regina Madre, con una freddezza chirurgica (mentre io e mia madre di solito scappiamo urlando, che neanche un leone famelico nella savana ci terrorizzerebbe allo stesso modo) delimita la scena del crimine e procede ad un'analisi scientifica da fare invidia ai RIS.
Se è piccolo: massima allerta. La mamma non è lontana.
Se è grande: media allerta. Potrebbero esseci i piccoli da qualche parte.
L'ultimo venne rinvenuto stecchito in anticamera, a pochi centimetri dalla porta d'ingresso. Incrollabile la certezza dell'analista forense: "E' evidente che si era perso, stai tranquilla, non ne arriveranno altri". L'unico caso passato alla storia di frase rassicurante uscita dalla bocca della Regina Madre.

Altra analogia con la famosa felina dei supereroi emerge nella Regina Madre quando arriva il SignorVito. Del SignorVito avevo già parlato molto tempo fa, quando ancora non ero una blogger assidua, e dunque di sicuro non lo conoscete. Per un breve riassunto date un occhio al link.
Ecco, Catwoman è un po' sadomaso come stile no? Latex, frusta, etc. La Regina Madre è meglio. Riesce a comandarlo a bacchetta anche senza travestirsi. La frusta è solo figurata, ma vi garantisco che è come se ci fosse. Lui si piega in quattro per andare a pulire quell'angolino lì in fondo di cui tutti noi ignoravamo l'esistenza, e lei lo controlla a vista.
Ora, il SignorVito ha anche un'età ormai. A dire il vero è sempre uguale, si è solo un po' ingrigito, ma i 70 li deve aver svoltati da un pezzo. Quindi io e mammà abbiamo categoricamente proibito alla Regina Madre di farlo salire sulla scala per pulire qualche ignoto anfratto, che ci manca solo che cada di sotto. Quindi RM, rassegnata, ormai lo convoca solo ed esclusivamente per fargli pulire la credenza della cucina, che è antica, il legno va curato, etc.etc. Ma la frusta, ve lo garantisco, la usa ancora.

Ps. Il bello dei colloqui è che nessuno si aspetta che tu abbia riscontri immediati, quindi puoi benissimo dire che è andato a meraviglia. Dopodichè tutti se ne dimenticheranno.
Ecco: è andato a meraviglia! :D

Buona settimana a tutti.

giovedì 21 luglio 2011

Lo zio galeotto

Oggi per smorzare un po' la tensione pre-colloquio, e per non ammorbarvi più di tanto che se no poi mi mandate a stendere, vi racconto un aneddoto che si svolgeva molti anni prima della mia nascita, quando mia madre era una bambina e la Regina Madre una austera donna sulla quarantina. Siamo alla fine degli anni '50 dunque.
Dovete sapere che la Regina Madre è la terza di 6 figli: dei suoi 5 fratelli, ridendo e scherzando, ne ha già seppelliti 4. Il quinto, tutt'ora vivente, è il famoso zio Ubaldo (chiamiamolo così), di 10 anni più giovane della Regina Madre. Colui, non so se vi ricordate, che le ha affibiato il soprannome di Uccello del Malaugurio, perchè ogni volta che lo chiama è per annunciare una bruttura. Infatti le ha intimato di non chiamarlo più, e lei si è molto offesa. Ma questa è un'altra storia.

Torniamo sul finire degli anni '50. Lo zio Ubaldo si era appena laureato, apparteneva senza dubbio alcuno alla categoria degli "intellettuali di sinistra" e stava facendo il militare in liguria. Naturalmente il suo superiore in grado era un fascistone delle prime, con la terza media. Va da sè che lo zio Ubaldo fosse ogni due per tre in cella di rigore, fatto che in casa veniva spesso e volentieri commentato da madre e sorelle con sospiri, occhi al cielo e telefonate dense di preoccupazione sulle sorti del povero Ubaldo, sempre maltrattato e punito, cui mia madre inevitabilmente assisteva.

Un bel giorno la Regina Madre decide di intraprendere uno dei rarissimi viaggi della sua vita, per andare a trovare il fratello milite in liguria, insieme alla pargola. Il viaggio ovviamente si svolgeva in treno e secondo un protocollo rigidissimo:
1. Rigorosamente in prima classe;
2. Vestite di tutto punto, guantini compresi, per evitare di entrare in contatto con microbi e germi di ogni genere;
3. Durante il viaggio NON si beve, NON si mangia, e soprattutto NON si fa pipì. MAI.
4. La carrozza va scelta secondo criteri inderogabili: niente uomini, a meno che non siano preti o padri con famiglia al seguito. Meglio donne che viaggiano sole o con figlie/sorelle/cugine etc. Meglio ancora se suore. Scompartimenti vuoti no, perchè non sai mai chi può salire.

Quindi le Nostre, vestite di tutto punto, selezionano la carrozza prescelta, contenente una signora di mezza età (non c'erano suore a disposizione si vede) e si accomodano.
Naturalmente la signora attacca bottone con la Regina Madre, ma soprattutto con quella deliziosa bambina che viaggiava con lei:
"Ma che bella bambina! Ma come ti chiami tesorino?"
"Turlinda" (no, mia madre non si chiama Turlinda, l'ho inventato)
"OOOOOH! Ma che bel noooooome! E chi te li ha fatti questi MERAVIGLIOSI guantini di filo bianchi che indossi???"
"La mia mamma"
"OOOH! Ma che brava mamma! E questa s-t-u-p-e-n-d-a borsetta decorata?"
"La mia mamma"
"OOOOOOHHHH, ma che meravigliaaahhh! Ma che brava mamma! (Seguono innumerevoli smancerie e la Regina Madre in visibilio).
"E DOVE VAI, BELLA BIMBA???"
"A trovare il mio zio Ubaldo che è in galera".

Pare che la signora abbia cambiato scompartimento con una scusa, mentre la Regina Madre, cianotica, cercava di spiegarle che la bambina non aveva capito bene la situazione.

mercoledì 20 luglio 2011

Mani sudaticce, secchezza delle fauci e compulsciòpping

Ebbene sì, dopo solo un mese da stalker di annunci di lavoro e nessuna telefonata, finalmente stamattina la prima. Appuntamento venerdì ore 9.
Vi dico solo che l'annuncio era in inglese e quindi io ho mandato il curriculum in inglese. Poi la tipa al telefono mi ha detto che mi avrebbe mandato via mail la conferma dell'incontro. E ok. La mail diceva "mi mandi un cv aggiornato". Allora io l'ho mandato in italiano.
Avrò fatto bene? O lo voleva in inglese?
Come avrete intuito da queste poche righe sono già in sbattimento totale. Non so perchè, forse perchè è passato molto tempo dall'ultima volta che ho fatto un colloquio, e non sono sicura di ricordarmi come si fa. Poi, molto tempo... era dicembre, quindi manco troppo.

Infatti, primo problema: sono ferratissima sui colloqui invernali, ma come diavolo mi vesto ad un colloquio estivo?
In pausa pranzo ho fatto un salto al mercato in cerca di ispirazione, e me ne sono tornata con un vestitino che non avevo manco voglia di provare, e che probabilmente non metterei nemmeno per fare le pulizie in casa da sola. Sole io e la palla di polvere della Swiffer.

In compenso mi sono comprata un bellissimo portafoglio in saldo. Metti che mi chiedano un documento, non posso mica estrarre quello vecchio, verde acido e con su un gatto che gioca col gomitolo.
Poi la preoccupazione principale è: mica sarà tutto in inglese il colloquio?!
Perchè il fatto è questo: l'inglese lo parlo, lo scrivo, sono in grado di scriverci anche un contratto. Ma il colloquio è un'altra cosa. L'ultima volta mi hanno chiesto di parlare, in inglese, della mia giornata. La mia giornata? Beh, mi spiace, ma non ho una giornata standard da descrivere. Ecco, nel caso dirò così. Oppure, era settembre di nonsopiùcheanno, delle mie vacanze. Capiamoci, il problema non è l'inglese. Il problema è proprio l'argomento. Non so voi, ma io davanti ai pensierini delle elementari andavo già in crisi.
Una volta alle elementari un tema titolava così: "Stamattina sono uscito di casa e ho visto....".
E che devo aver visto, con gli occhi impastati di sonno sono salita in macchina e poi la mamma mi ha scaricato a scuola. Fine. Al massimo posso aver visto qualche str... Ehm, automobilista creativo.
Ditemi come si fa a fare un tema su una roba del genere.
Io poi già improvviso male in italiano, figuriamoci in inglese.

Ciò detto, ovviamente venerdì c'è sciopero dei mezzi, e in macchina rischio di metterci anche un'ora. Non so cosa mettermi. Mi sudano già le mani, bevo come un cammello (forse sarà per compensare il dispendio idrico delle mani) e sono nel tunnel dello sciòpping compulsivo.
Ricapitoliamo insieme le cose da fare e non fare ad un colloquio, così magari mi calmo. Se dimentico qualcosa ditemelo:
1. segnare il nome della persona con cui si ha appuntamento per evitare situazioni imbarazzanti: mi è capitato di avere appuntamento con la signora Rossi e di chiamarla Rospi (nomi inventati, ma la differenza era più o meno la stessa), ignoro se poi la receptionist abbia fatto la spia. O forse l'aveva sempre chiamata così anche lei e non si è nemmeno accorta della gaffe.
2. puntualità e aplomb durante l'attesa: è bene evitare di arrivare arruffati e scomposti e di passare l'attesa a mangiarsi le unghie fino ai gomiti. Bisogna dimostrare una stoica calma e sicurezza di sè, anche se apparentemente nessuno ti guarda;
3. come evitare le mani sudaticce ancora non l'ho scoperto, quindi me le tengo così. Immagino che i selezionatori ci siano abituati; che dite, compro un vagone di amuchina-igienizzante-mani? Nella pubblicità è tutto meraviglioso!
4. bisogna tenere un tono di voce non troppo alto ma nemmeno troppo basso, mostrarsi estremamente interessati ma non dare nemmeno l'idea di venire via con due lire, o di essere ai limiti della disperazione. Una sana via di mezzo, del tipo "Mh, ok, mi piacerebbe molto ma anche no. Cioè sì. Cioè mh.";
5. le famose domande sul futuro, figli e famiglia, ancora non mi sono mai state fatte, ma visto che ho svoltato i 30 immagino che prima o poi inizieranno. Devo rispondere che sono allergica ai bambini e che gli amici mi chiamano Crudelia? Beh, in effetti non sarebbe nemmeno una bugia.
6. se, anzi, quando chiedono di parlare di noi, non partiamo dall'asilo e non dilunghiamoci troppo. In caso invece di domanda sui propri difetti, meglio non nominare sociopatia, isterismo e nevrosi varie. No, nemmeno nei pregi.
7. non dare MAI segni di insofferenza o di nervosismo. I selezionatori sono come delle belve feroci: se dai segni di paura ti attaccano alla giugulare;
8. prepararsi prima delle domande intelligenti da fare quando chiederanno "ha domande?", se non ne abbiamo diremo "no, è stato molto esaustivo";
9. non mettetersi a piangere. MAI. Sì, a me una volta è quasi successo. "Quasi" perchè ovviamente ho fatto di tutto per trattenermi, ma è stato un colloquio veramente tremendo. Mettiamola così: ero giovane.
10. Al momento di alzarci non fiondiamoci fuori dalla porta, ma aspettiamo che l'interlocutore ci accompagni e salutiamo con sorriso 89 denti e paresi facciale che nel frattempo ci è venuta.

Ah, spegnere il cellulare ed evitare di presentarsi con addosso macchie di Philadelphia milka.

martedì 19 luglio 2011

Due decaloghi fanno un ventalogo?

Dieci cose da fare quando il capo, a due mesi dalla scadenza del tuo contratto, ti fa un lungo discorso sulla crisi economica e ti chiede se il fidanzato almeno lavora:
1. sorridere e mostrare una serenità degna del Dalai Lama;
2. in caso di desiderio incontenibile di ululare alla luna, fatelo in bagno, avendo cura di verificare che l'Amministratore Delegato sia fuori sede;
3. comprare immediatamente una vagonata di Philadelphia Milka, Nutella e qualsiasi altro "comfort food" sia necessario per assorbire il colpo;
4. aggiornare il curriculum;
5. inviare il curriculum a qualsiasi società ti venga in mente, e rispondere a TUTTI gli annunci, in modo da prendere i selezionatori per sfinimento;
6. se necessario, crearsi fama di "stalker-di-cacciatore-di-teste";
7. se ancora non lo si è fatto, aprire un blog per condividere il momento con gli altri precari della rete e raccogliere suggerimenti su nuovi "comfort food transgenici" non ancora testati;
8. infilare un curriculum anche sotto la porta del Tortellini, che non si sa mai;
9. spacciare gli inevitabili tic nervosi sopravvenuti per "la moda dell'estate 2011": lo spasmo muscolare incontrollato è figo;
10. indossare guanti di gomma 24/7 per evitare di mangiarsi le unghie, arrivando così ai prossimi colloqui perfettamente in ordine.


Dieci cose da NON fare quando il capo, a due mesi dalla scadenza del tuo contratto, ti fa un lungo discorso sulla crisi economica e ti chiede se il fidanzato almeno lavora:
1. buttarsi per terra ai suoi piedi e singhiozzare aggrappati alla sua caviglia. Un po' di dignità, per l'amor del cielo!
2. sacramentare in tutte le lingue e ululare insulti diretti ai vertici aziendali accovacciati fuori dalla porta dell'AD;
3. ingozzarsi di taralli alla cipolla ricoperti di nutella o di Philadelphia Milka;
4. impiastrare il curriculum di nutella e chiazze d'unto e presentarlo come "Curriculum aggiornato" ai colloqui che seguiranno;
5. pedinare il cacciatore di teste che ti aveva trovato il posto di lavoro a progetto;
6. minacciare di morte o di rivelare alla moglie la presenza di una vera o presunta amante, il suddetto cacciatore di teste;
7. tendere agguati sulle scale al Tortellini e spaventargli il pupo;
8. tappezzare la porta di casa del Tortellini di copie del curriculum unte e sporche di nutella e Philadelphia Milka;
9. riempire il blog di post piagnucolosi sulle sfighe della vita;
10. mangiarsi le unghie fino al gomito e poi chiedere al capo o al cacciatore di teste (secondo la situazione) se vogliono favorire.

Ovviamente questo post NON è autobiografico.

lunedì 18 luglio 2011

Punti di vista nonsense e weekend intensi

Sabato ho/abbiamo (in alcune attività ero sola, in altre no) nell'ordine:
- riempito il bidone dell'acqua per l'irrigazione del balcone;
- imballato futon e tavolino per far spazio ai nuovi mobili dell'angolo studio;
- pulito il pavimento del suddetto angolo e dato il lucido per il parquet;
- potato le rose;
- fatto colore e taglio dal parrucchiere, che fino a settembre non voglio rivedere;
- fatto 5 piani di scale almeno un paio di volte senza ascensore per arrivare al solaio, metterlo in ordine e fare spazio per i mobili imballati al punto 1, buttando robaccia vecchia.
Poi in serata me ne sono andata al cinema a vedere "I guardiani del destino" che poi non è altro che un film romantico travestito da film di fantascienza. A me comunque è piaciuto molto.

Domenica invece ci siamo limitati a:
- dare l'anti-fungo-delle-rose-che-per-me-devono-morire-tutti alle rose potate sabato;
- fare una prima incursione all'ikea nel primo pomeriggio e scoprire che tutti i milanesi rimasti in città hanno avuto la stessa idea: c'era traffico già nel parcheggio;
- tornare a casa ad aspettare che i suddetti milanesi si levassero dalle balle, e nel frattempo piegare il bucato asciutto, stirare e far partire il bucato nuovo. Stendere il bucato e ripiegarlo, etc.;
- tornare all'ikea due ore prima della chiusura, quando la gente se ne esce, e acquistare con calma molte cose utili e altrettante inutili;
- issare in ascensore i mobili nuovi;
- cenare frugalmente mentre l'avvitatore si carica e passare la serata a montare librerie billy e scrivania alka (o qualcosa del genere);
- pulire i mobili montati e ripulire il pavimento che nel frattempo si è risporcato;
- fare una doccia notturna e strisciare fino al materasso;
- puntare la sveglia "che domani è lunedì".

Risultato: abbiamo un angolo studio meraviglioso, che stasera comunque dovremo finire di sistemare, e a me fa male ogni singolo muscolo.

Riflessione del weekend: "Io vista dal Tortellini" (per la serie "questione di punti di vista").
Svolgimento: Da grande voglio essere come Ladybug, quella non ha figli, si alza la mattina che io sono già in piedi da due ore per cercare di sfamare il pupo, cambiarlo, pulirlo etc, dopo notti infernali passate a non capire perchè strilli. Pensate che devo addirittura mettere l'accappatoio sopra alla camicia per evitare di dovermi cambiare mille volte, che il pargolo sputa come un lama, e convivo ormai da un anno con delle simpatiche occhiaie che mi arrivano ormai alle ginocchia.
Dicevo, Ladybug dorme che è una meraviglia, si alza con calma, si prepara e poi tutta placida esce sul balcone a controllare le piante. Chissà cosa pensa che possa accadere loro durante la notte.
Poi pensate, lavora così vicino che va in ufficio in bicicletta. Io non mi ricordo più nemmeno come si fa, e dire che in teoria non si dimentica mai.
E poi, quando do la pappa serale al pupo (sempre con lo stesso accappatoio, per l'effetto "lama" che vi dicevo) lei bella serafica se ne arriva dall'ufficio e si rimette sul balcone a contare le foglie fino ad ora di cena. E' anche ben strana, mica si cambia, fa tutto con su tacchi e vestiti da ufficio. Ma meglio così, perchè poi ci sono anche le volte che esce in mutande a stendere il bucato, il che mi inquieta non poco.
Nei weekend non partono mai, e non sanno che invidia mi fanno, che io mi devo smazzare i suoceri ogni benedetto fine settimana. Come vorrei starmene a casa a godermi il mio terrazzo. Invece lei ha il fidanzato pugliese, quindi ha pure i suoceri lontani.
Insomma, non so bene che lavoro faccia, ma da grande voglio fare la Ladybug.

Non so ovviamente se il Tortellini pensi mai qualcosa del genere, però in effetti vista da fuori pure io non me la cavo male, ma soprattutto certe volte sembro ben strana.

In ogni caso avrei giusto bisogno di un weekend di riposo, per riprendermi da quello appena terminato. Accetto suggerimenti su come arrivare viva a venerdì. Anche illegali.

Buona settimana a tutti!

venerdì 15 luglio 2011

Da grande voglio fare "il Tortellini"

Trattasi nella fattispecie di un nostro vicino di casa, che porta un nome simile (sempre di un tipo di pasta si tratta).
Ora, io già ho l'impressione di fare degli orari invidiabilissimi, visto che lavoro vicino a casa e quindi riesco ad alzarmi dal letto alle 8 ed essere comunque in ufficio alle 9, e a rincasare la sera verso le 18.30 (Signore, fa che mi rinnovino il contratto, tipregotipregotiprego), quindi lungi da me lamentarmi, sia chiaro.

Il Tortellini non so dove lavori, ma il fatto è questo: quando io sono pronta per uscire di casa lui è in cucina in accappatoio bianco che fa mangiare il pupo di un anno (la moglie probabilmente è ancora in maternità visto che è sempre a spasso col pargolo), quando io rincaso e mi metto in balcone ad occuparmi delle mie piante, lui è sempre in cucina in accappatoio bianco a far mangiare il pupo.
In tuttociò occupano l'appartamento più grande del palazzo, su tre piani e con due terrazzi, uno dei quali interamente ricoperto di tek, e partono TUTTI i weekend, ultimamente anche di venerdì mattina.

Ora, ho sviluppato alcune ipotesi:
1. Il Tortellini fa l'attore porno (altrimenti non mi spiego l'accappatoio bianco 24/7) e la moglie si finge in maternità ma in realtà gestisce una casa di appuntamenti senza vincoli di orario. (Ipotesi molto affascinante).
2. Il Tortellini in realtà è Batman. (Beh, perchè no?)
3. Il Tortellini fa il mantenuto perchè la moglie è stracolma di denari, però si vergogna e quindi finge di lavorare inventando un impiego di copertura per fare il figo in sede di assemblea di condominio. (Ipotesi plausibile).
4. Il Tortellini lavora ancora più vicino a casa di me, esce alle 8.45, rincasa alle 18.15 e riesce comunque a fare le sue 8 ore di lavoro. Deve smaltire millemila ferie arretrate e quindi si prende anche un sacco di venerdì. La moglie è davvero in maternità e prima o poi rientrerà anche in ufficio. (Ipotesi alquanto noiosa).
5. Il Tortellini è in maternità e dedica l'intera giornata a sfamare il pupo, la moglie si fa un mazzo così da mattina a sera e li mantiene tutti.
6. Il Tortellini in realtà non esiste, l'appartamento è disabitato, e io inizio ad avere delle allucinazioni molto realistiche dovute a caldo e stanchezza. Infatti nei weekend, quando sono più riposata, la casa è sempre sbarrata. (Mah, può essere).

In ogni caso, qualunque sia il segreto del Tortellini io da grande voglio essere come lui. Accappatoio bianco compreso.

mercoledì 13 luglio 2011

La difficile vita nella SAVANA

Oggi mi trovo in una strana situazione: ho voglia di scrivere ma mi manca l'ispirazione sull'argomento. Sarà l'afa che mi uccide, sarà l'eterna lotta tra la voragine che mi si apre nello stomaco a cadenze regolari e l'incombente prova costume, o forse sarà solo che non ho voglia di fare niente. Chissà. Però bisogna dire che ho una riserva pressochè inesauribile di argomenti nascosta proprio in famiglia... E parlo ovviamente della Regina Madre.
Colei che con un'inesauribile allegria e positività (sì, ovvio che sono ironica) allieta da sempre le nostre giornate.
Ieri sera ad esempio, rincasando da un aperitivo, io e Lui siamo passati da mammà e RM per provvedere alla flebo di routine alla mia miciotta diciannovenne, che nonostante l'età e il caldo tiene duro, ma ultimamente è dimagrita moltissimo e ha bisogno di cure costanti. Vi dico solo che oltre alla flebo il veterinario ci ha prescritto una pillola ricostituente da darle (e chi di voi ha uno o più gatti dovrebbe avere un'idea di cosa significhi dare loro una medicina) e l'unico metodo che abbiamo trovato per fargliela prendere è stato quello di sbriciolarla su un cucchiaino di gelato. Sì, perchè lei ti guarda male se le propini il branzino o il pollo, ma su gelato e patatine non si è mai fatta pregare.

Comunque, tornando alla Regina Madre, sappiate che è gelosa marcia delle attenzioni e delle cure che in casa sono sempre state date ai gatti. Vedermi dare la medicina alla Zigu (si chiama Zigulì, come le caramelle) usando il gelato e un cucchiaino da caffè (tutta roba da umani) le provoca veri e propri scompensi.
Il tormentone che ciclicamente ci ripropone a mo' di lamentela è "io in questa casa vengo dopo i gatti". Che sì, probabilmente è anche vero... Il fatto è che i gatti sono più teneri e decisamente più simpatici.

E' anche vero che lei vive con noi (e ora solo con mia madre) ormai da 6 anni, e in questi anni ha assistito tra l'altro alla dipartita del nostro precedente gatto maschio e all'arrivo del nuovo cucciolo, Chili, 3 anni fa. 
Effettivamente devo ammettere che per una che non può soffrire nemmeno una pianta grassa, l'arrivo di un cucciolo è stato un trauma. Anche perchè Chili è arrivato all'età di 3 mesi o poco più, ed era decisamente iperattivo. Nel senso che rimbalzava senza sosta dalla poltrona-al divano-all'altro divano-alla tenda-alla parete, per ore, mentre lei cercava di guardare la tv in soggiorno. Celebre il suo commento un pomeriggio, dopo che lui le è planato a circa 10 cm dal naso mentre era seduta davanti alla tv:
"Sembra di stare nella SAVANA".

Celebre anche il suo motto, che ve la dice lunga sul suo amore per gli animali: "Io non gli do da mangiare perchè se no poi si abitua".

Insomma, come potete immaginare sono un po' apprensiva sullo stato di salute della Zigu visto che oltretutto non vivendoci più insieme non posso tenerla sotto costante controllo. Ieri sera entro in casa e RM mi accoglie col suo solito proverbiale ed intramontabile ottimismo: "La tua gatta mi ha fatto spaventare moltissimo oggi pomeriggio!!!"
*Ansia* "Perchè, che è successo?!"
"Eh, stava ferma stirata sul pavimento in anticamera, pensavo fosse morta!"
Grazie eh.
Ora, fanno 35°, l'anticamera è l'unico punto della casa in cui si respira e lei ha fatto l'unica cosa che andava fatta: cioè stendersi al fresco.

Ma d'altronde la Regina Madre con 35 gradi all'ombra non toglie calze e maglia di lana "che il colpo d'aria è in agguato", capite bene che "stendersi al fresco" è un concetto non contemplato.

martedì 12 luglio 2011

Giardinaggio for dummies - part two

Belle le rose vero? Ecco, datemi retta: lasciatele perdere. Sono splendide e profumatissime, è vero. Però così come piacciono a voi piacciono anche ad un trilione di bruchi, pidocchi, funghi e altre simpaticissime bestiole che nessuno di noi vuole sul suo balcone. Per avere delle rose decenti ci vuole o il culo di Pretty Woman, oppure la campana di vetro del Piccolo Principe (che poi sul pianeta ci stavano giusto lui e la rosa, niente falene, bruchi e compagnia... Facile così eh).
Invece io sono una grande fan di edera e ibisco. L'edera è bella, rigogliosa e resistente: se vi dimenticate di annaffiarla per qualche giorno non fa scenate, soffre appena appena di qualche pidocchietto nero, che potete togliere dai rametti con un panno umido e basta (mettetevi l'anima in pace, qualche bestiola vi tocca se volete intorno un po' di verde).
L'ibisco fa dei fiori splendidi, anche lui è soggetto a qualche piccolo pidocchietto verde (stesso discorso dell'edera), ma è resistente e molto bello.

Comunque, per tornare a dove ero rimasta:

7. Parassiti e bestiacce varie: la regola generale, come dicevo, è che le piante non sono asettiche, dunque è normale che abbiano quel minimo di bestiole che ci girano intorno. L'importante è che la pianta non sia sofferente. Se la pianta sta benone ma le foglie sono tutte bucate, o mangiate fino alla venatura centrale è sicuramente opera di uno o più bruchi. Nei negozi specializzati trovate insetticidi specifici, ma sappiate che io l'anno scorso li ho eliminati alla radice tagliando il ramo che avevano colonizzato e buttandoli via insieme a lui. Ovviamente si trattava delle rose, che evidentemente devono essere una vera bontà. 
Se invece la pianta ingiallisce e perde le foglie le cause possono essere diverse: da un'infestazione di cocciniglie e altri simpatici insetti a funghi e simili. La prima cosa da fare è osservare molto bene la pianta per individuare eventuali ospiti indesiderati: già il fatto di trovare qualcosa è rassicurante, individuato il problema sarà più facile risolverlo. Le cocciniglie ad esempio mi sono appena venute a trovare, e prima di dare l'insetticida specifico (sempre con guanti e mascherina eh!) ho ripulito tutta la pianta con un batuffolo imbevuto di alcool (ma quello perchè io sono fuori come un balcone e ho un sacco di tempo da perdere: non imitatemi).

8. Convivenze difficili: le piante hanno le loro preferenze, non solo riguardo alla collocazione ma anche rispetto ai vicini, soprattutto se con questi vicini devono dividere il vaso e la terra. In generale, se una pianta sta bene nel suo bel vaso non andate a romperle le balle mettendole accanto qualcun altro "perchè tanto c'è spazio"... Potrebbe anche non gradire e dare segni di sofferenza. Se avete due piante nello stesso vaso (a me è successo con due edere della stessa specie) e una è bellissima-rigogliossissima-simpaticissima mentre l'altra è tutta grigia, vizza e rinsecchita, molto probabilmente la prima sta soffocando la seconda. L'unico rimedio è accorgersene in tempo e separarle, dopodichè avranno felicissime vite separate. Conosco anche qualche umano che beneficerebbe di vasi separati, ma questa è un'altra storia.

9. Varie ed eventuali: non ricordo se l'ho già detto, ma nel caso lo ripeto, se avete la ventola del condizionatore sul balcone, le piante NON devono trovarsi in traiettoria. Immaginate di avere un phon caldo puntato addosso per ore, mentre ci sono 40° e capirete perchè. Ugualmente niente piante sui caloriferi.
Annaffiature, solo quando le piante sono all'ombra, specie in questa stagione. Prima di tutto perchè lo sbalzo di temperatura "acqua fresca-terra bollente" potrebbe essere fatale, secondo perchè se bagnate le foglie il sole riflettendosi sull'acqua rischia di bucarle.
Ricordate sempre il principio "chi campa bene, chi no amen" e non fatevi troppe menate in generale.

10. Le conversazioni: si dice che parlare con le piante faccia bene. In realtà il discorso è questo: se ti trovi a parlare con una pianta vuol dire che la stai curando e le stai dedicando del tempo, ed è quello che fa la differenza. Se le stai chiedendo consigli sulla tua vita sentimentale però, e soprattutto se lei ti risponde, sappi che qualcosa non va.


Ps. 100° post! :D

lunedì 11 luglio 2011

Lezioni di vivaVOCE 1.0

Ieri, ore 13.30 circa

*TA-TA-TARATA' - TA-TA-TARATA' - TARARARATAAAAAH*TA-TA-TARATA' - TA-TA-TARATA' - TARARARATAAAAAH* (Trattasi della suoneria della colonna sonora di Beverly Hills Cop -destinata a Bree- abbiate pietà, non la so scrivere)

"Pronto?"
"Ciao Ladybug! Sei IN VIVAVOCE (tradotto: attenta a quello che dici) sul telefono della mia nuova macchina aziendale!"
"Oh, ciao Bree! Che bello, la macchina nuova! Che macchina è?!"
"E' la Peugeot Vattelapesca! Bellissima, fighissima, stupendissima, con i sedili in pelle umana e il maggiordomo incorporato!"
"Oh che figo, finalmente è arrivata!"
"Sìsì, e STIAMO andando a pranzo da mia madre! STIAMO, io e Astolfa, che però non parla perchè forse è impressionata dal fatto che la macchina nuova parli con la tua voce..."

*Ciao Ladybug*

"Oh ciao Astolfa! Come stai, tutto bene?"

*Sì sì, graz...* la voce si perde nell'eco del vivavoce.

"Bravi, allora buon pranzo, ci sentiamo presto! Ciaooo!"

"Ciao!"

*Ciaooooo*

mercoledì 6 luglio 2011

Once you go black, you'll never come back

Ci sono alcuni parenti per i quali la Regina Madre ha una venerazione sperticata, al punto da negare con fermezza anche l'evidenza quando si verifichi qualche evento che li farebbe uscire dalla perfezione di cui lei li ha rivestiti. Parliamo di Genoveffo Turlìn (ovviamente è un nome d'arte, ma vi assicuro che somiglia all'originale). Prima di tutto dovete sapere che ogni volta che viene nominato, nonostante sia figlio di una cugina di mia madre (la Regina Madre per lui è prozia), è sempre citato con nome e cognome; questo perchè essendo parente per via materna, il cognome non è "nostro". Ecco, lui è uno dei nipoti prediletti, citato da sempre da RM ad esempio di ordine, virtù, educazione etc.etc.
"Ah, oggi pomeriggio ho sentito Genoveffo Turlìn, è sempre carino-educato-chiedesempredivoi, etc.". Il Genoveffo è uno spilungone secco secco, sulla quarantina, ciuffo fluente, barba incolta, che lavora "nel mondo della moda". Sto benedetto ragazzo nonostante tutte le qualità decantate, alcune vere altre presunte, non si è mai accasato. Alle riunioni di famiglia (compleanni, matrimoni, funerali) è sempre venuto da solo, e la RM non si capacitava della sua solitudine. Finchè, due o tre anni fa, c'è stato il battesimo di un procugino. Lui era il padrino, e si è presentato al lieto evento accompagnato.
*Sospiro di sollievo* direte voi.
Invece no.
Accompagnato sì, ma da un uomo, di colore, di nome Philip (anche qui invento, ma ci siamo quasi). L'ha presentato a tutti i parenti (mannaggia, io non c'ero) semplicemente come Philip. A detta degli zii presenti non c'erano dubbi sul tipo di rapporto tra i due: stanno insieme. Punto. In casa nostra la faccenda è stata sviscerata in tutti i modi, in verità più per il gusto di scandalizzare RM che per un reale interesse rispetto alle preferenze sessuali del GenoveffoTurlìn. La Regina Madre si è ostinata nella negazione più assoluta, sostenendo che anche mio fratello ha amici maschi ma ciò non significa che (dio ce ne scampi) sia gay! (Con l'occasione ha anche tenuto a precisargli, tra il lusco e il brusco "Comunque meglio drogato che frocio". RM fa tutta la raffinata, ma quando ci si mette, o quando si toccano argomenti "sensibili" diventa peggio di uno scaricatore di porto cosacco. Ah la saggezza degli anziani.)
A nulla è valso spiegarle che è diverso portare ad un battesimo un amico di vecchia data che conosci fin dal liceo e che comunque è noto a tutta la famiglia, rispetto al portarci uno sconosciuto come accompagnatore. Niente, non ci sente. Nel frattempo ci sono stati altri eventi e Philip non è mai mancato, all'ultimo hanno dichiarato di essere in partenza per una vacanza non so dove, ma RM nega nella maniera più assoluta che i due siano una coppia. Manco a parlarne. Anzi, veniamo rimproverati noi di averlo anche solo pensato "perchè lui è una persona così per bene". Come se il fatto di stare con un uomo non fosse compatibile con l'essere "per bene". Ma in effetti immagino sia una questione di definizioni.

Ieri comunque, periodica telefonata di Genoveffo alla Regina Madre:
"Ciao zia, come stai? La visita com'è andata?"
"Eeeeeh, sai ormai... No, non beeeeene... Mi arragio, tiriamo avanti... Ma tu piuttosto, lavori tutto il giorno, poi arrivi anche a casa la sera e devi prepararti la cena! POVERINO! Ma cosa mangi? Un pezzetto di formaggio?!"
"AAAAAAAAAAAHHHHHHH! NO IL FORMAGGIO NO! MANONLOSAICHEFAMALISSIMO ALLE OSSA????! Anche tu, con i tuoi problemi dovresti evitarloh! (chiunque si metta tra la Regina Madre e il suo piatto lo fa a proprio rischio e pericolo)"
"Eh sì, ma cosa vuoi qualcosa devo pur mangiare... Una fettina di prosciutto?"
"AAAAAAAAAAHHHHHHH! NO IL PROSCIUTTO NO! NONLOSAI CHE GLI INSACCATI FANNO MALISSIMISSIMO??? Io mangio verdure bollite e pesce lesso, e basta. Pensa che vado matto per i biscotti, quindi ho proprio smesso di comprarli".

Commento di mia madre: "Manca solo che mangi seduto su un tappetino di chiodi e quando gli viene voglia di biscotti si dia anche una mazzata sull'alluce per distrarsi. Poi ogni tanto lo prende nel c..., pensa che razza di vita che fa!"

Amen.

martedì 5 luglio 2011

Bree e le emersioni di madreperla

Nuovi aggiornamenti dal fronte Bree's wedding. Lo scorso weekend il nostro Bree è andato al paese a trattare il budget con la suocera Astolfona. Una lotta all'ultimo sangue.

Venerdì sera si sono salutati con "Ok, non se ne fa nulla".

Sabato la trattativa è ripresa.

Le Bomboniere:
Astolfona: "Guarda che belli questi ventagli di madreperla color crema, delle perfette bomboniere!"
Bree: "Mh. E per i maschi single?"
Astolfona: "Eh?"
Bree: "I maschi single, gli diamo il ventaglio di madreperla?"
Astolfona: "..." - "Guarda che belli questi cavatappi di madreperla!"
Bree: "..."
Totale, per 200 bomboniere, 4000 euro. (ARGH. No, il ventaglio e il cavatappi di madreperla no. Pietà.)

Gli ospiti: (Bree ne ha 45, Astolfa 133)
Bree: Astolfa, dobbiamo ridurre gli invitati!
Astolfa: Ok, tu chi togli?
(Bree medita di arrivare anche lui a 133, e poi imporre di levarne 88 a testa)

Le tradizioni:
Astolfona: è tradizione che l'abito della sposa lo regalino i genitori dello sposo!
Bree: sì, è anche tradizione che lo sposo metta la casa (fatto). Quindi, restando in tema, dove sono corredo e dote?
Astolfona: "..." - "Ok, fotografo e abito ve li regaliamo noi".

Il ristorante:
Ristoratore: ...E poi i vostri ospiti si accomoderanno qui, mentre voi arriverete da là e vi posizionerete laggiù. E poi i vostri ospiti si sposteranno di qua, mentre voi passerete di là. E poi i vostri ospiti si godranno la vista laggiù mentre voi...
Bree: Ok, ma noi e gli ospiti ci incontriamo anche ogni tanto o no?
Ristoratore: Eh ma voi siete GLI SPOSI! Il centro della festa! E poi dopo che i vostri ospiti si saranno accomodati in giardino, voi EMERGERETE DALLA FONTANA AL CENTRO!
Bree: "..."
(Vi giuro, questa è una scena che non mi voglio perdere: l'emersione degli sposi dalla fontana del ristorante)

Per il momento il budget è rispettato, tolte le bomboniere su cui non è stato raggiunto l'accordo (Grazie Signore, grazie), la data è fissata al 9 giugno prossimo. Hanno prenotato ristorante e fotografo. Che faccio, cerco l'abito approfittando dei saldi o aspetto?

lunedì 4 luglio 2011

Giardinaggio for dummies

Visto che sono molto orgogliosa del mio balcone e visto che ormai, nonostante il tentato ma non riuscito timoriganocidio, le mie piante si sono abituate alla mia presenza e viceversa, ho pensato di condividere con voi e con qualche altro sventurato che passasse di qui per caso qualche dritta per avere un balcone verde. Curcuma compresa (ok, forse).
La doverosa premessa è che le piante comunque necessitano attenzione e cure costanti, al livello di un qualsiasi animale domestico, e allo stesso modo (più o meno) sono in grado di farsi capire (quasi tutte), con la differenza che non vengono ad avvisarvi quando hanno sete o vanno rinvasate, quindi dovete essere voi a fare attenzione ai loro segnali. 
Non sono qui a raccontarvi che potete anche dimenticarvele in un angolo e andarà tutto benissimo lo stesso, anzi, se non avete voglia di starci dietro lasciate perdere da subito oppure ripiegate su piante finte e/o grasse. Sulle piante grasse però non posso essere di alcun aiuto, perchè io le ammazzo regolarmente. E' più forte di me, devo annaffiarle anche se loro non vogliono.

Quindi, tornando a noi, per le volenterose del balcone verde che non sanno da che parte iniziare ecco qua un veloce prontuario:

1. La scelta: scegliete le piante in base al vostro gusto, ma fate attenzione che siano adatte a soggiornare sul clima del vostro balcone/terrazzo/giardino: se avete sole tutto il giorno, ad esempio, dovrete evitare le ortensie o le felci, che dopo due minuti al sole diretto si afflosciano come palloni sgonfi. Viceversa, se avete molta ombra lasciate perdere le piante che hanno bisogno di sole "pieno". In linea di massima comunque trovate tutte le indicazioni necessarie sui cartellini, e vale il principio generale "Se campa, bene. Se no amen".
Tenete presente anche che non c'è bisogno di spendere necessariamente un patrimonio: ho avuto soddisfazioni impreviste da piantine del supermercato da 2 a 4 euro.

2. I nomi: non buttate via il cartellino con il nome della pianta, vi potrebbe servire nelle seguenti occasioni:
a) vengono amici in visita: "oh, ma che bella questa pianta! Come hai detto che si chiama??"
b) non ricordate più se ama sole/ombra/penombra, varie ed eventuali: google ve lo dice, ma dovete dirgli prima come si chiama;
c) si ammala: andate al vivaio/consorzio agrario o simili e dite "Buongiorno, la mia... Ehm...Sì, quella pianta, ha presente, con quei fiori di quel colore strano, rosa/arancio/tendente al rosso... (a questo punto la signora in coda dietro di voi inizia a far fumo dalle orecchie) Ma sì, quella con quelle foglie verdi allungate-ma-non-troppo che ho preso qui a maggio... No, forse era aprile.... (e qui la signora inizia a sputare fuoco) Ecco, ha degli insetti/foglie gialle, forse muffe... (e qui la signora di cui sopra diventa verde)". Già è difficile identificare il malanno, almeno andate sul sicuro sul nome.

3. Il rinvaso: di solito i nuovi acquisti hanno micro-vasi in cui stanno piuttosto costretti. Ve ne accorgete dalle radici che fuoriescono dai fori sotto al vaso o che affiorano in superficie. Allora prendete un vaso leggermente più grande (mi raccomando, sempre con i buchi sotto), bastano un paio di centimetri di diametro in più, e procedete con il rinvaso. Il terriccio universale va benissimo, senza stare ad impazzire su quelli specifici. I giardinieri esperti consigliano di mettere alla base uno strato di argilla, per drenare il terreno. Io non l'ho mai fatto e vado benissimo lo stesso.
Evitate di prendere vasi molto più grandi del precedente, perchè altrimenti la pianta svilupperà un sacco di radici a discapito della parte verde, e siate delicati. Se le radici sono molto fitte cercate di "scioglierle" con le mani e sappiate che la pianta è comunque a rischio soffocamento: se le radici sono troppo fitte e aggrovigliate, anche una volta rinvasata non è detto che riuscirà ad attecchire nel nuovo terriccio. Incrociate le dita, improvvisate una benedizione con l'acqua santa e tentate lo stesso.

4. Annaffiatura: tenete presente che mediamente è più facile uccidere una pianta annegandola d'acqua piuttosto che lasciandola a secco qualche giorno, quindi aspettate sempre che la terra sia asciutta prima di annaffiare di nuovo. I soliti giardinieri esperti consigliano anche di svuotare i sottovasi dall'acqua stagnante (sia per evitare che la pianta marcisca, sia per evitare le zanzare). Io lo faccio quasi sempre.
Occhio ai messaggi non verbali: se una pianta ha sete si affloscia, esattamente la stessa cosa che fa se le avete dato troppa acqua. Quindi, se vi capita, fatevi un esame di coscienza e regolatevi di conseguenza.

5. Concimazione: di solito sui prodotti o sulle etichette delle piante si legge che vanno concimate, soprattutto durante la stagione primaverile-estiva, con una frequenza che va dalla volta a settimana alla volta al mese. A me sembra un po' eccessivo, oltre che inquinante e dispendioso. Considerate che più o meno una volta all'anno un rinvaso si fa, se la pianta cresce bene, e già in quell'occasione con il terriccio nuovo fornite il ricambio di nutrienti necessario. Io ho concimato una volta a inizio primavera (con un concime in polvere a base di guano 100% naturale, stavo morendo soffocata dalla puzza) e basta. La verità è che non mi sono ancora ripresa. Consiglio: se le piante sono in casa cercatene uno inodore, o sarete costretti a trasferirvi altrove per qualche giorno. Se invece sono all'aperto non sceglietene uno in polvere, e se lo fate, prima di darlo aspettate che cali il vento. Vi lascio immaginare il perchè.

6. Potatura e cimatura: le piante fiorite sono contente se dopo la fioritura tagliate il fiore. Così contente che poi c'è possibilità che ve lo rifacciano. Prendete nota. Sulla potatura non mi sbilancio, fate riferimento al saggio google in base alla singola pianta. Rimane però la regola d'oro valida per tutte: se un rametto si spezza, è giallo, rinsecchito, accartocciato, si taglia e si butta. Prima di tutto, se è malato limitate la possibilità che il contagio si propaghi; secondo, l'estetica d'insieme migliora moltissimo. Stesso discorso per le foglie secche.

In generale se non è autunno e la pianta ingiallisce e perde le foglie dovete preoccuparvi. Ma questo sarà più approfonditamente oggetto di un futuro post.

[To be continued...]

"Due di tutto, grazie"

Come annunciato, sabato mi sono data allo shopping. In realtà non è stata una maratona, anzi, sono stata in pochi negozi e ho fatto acquisti molto mirati. Prima di tutto perchè la bolgia infernale dei saldi mi rende isterica, e secondo perchè tollero molto poco le commesse. In una parola, sono leggermente misantropa. Tollero poco il genere umano in sè, soprattutto in dosi massicce, e soprattutto gli estranei che non mi permettono di riflettere e fare le mie scelte con calma. Per cui il mio ideale di shopping si svolge in un enorme grande magazzino pieno di vestiti e vuoto di persone, con commesse che si fanno i fatti loro e si muovono solo se espressamente interpellate, per poi tornare al loro chiacchiericcio di sottofondo. Ammetto che la combo "grande magazzino pieno di vestiti e vuoto di persone" si verifica all'incirca con la stessa frequenza dei transiti della cometa di Halley, però di tanto in tanto capita. Mai in periodo di saldi, ma capita.

A mia madre invece piacciono i negozi piccoli, che nei grandi magazzini mi si perde. Ama avere la commessa che le suggerisce cosa provare e le dice come le sta, cioè sempre e comunque all'interno di una gamma compresa tra "UN AMORE!" e "UNA VERA ME-RA-VI-GLIA". Di recente ha trovato un negozietto vicino a casa che risponde esattamente ai requisiti, commessa petulante compresa, e sabato mi sono adeguata anche io, anche perchè ha due innegabili vantaggi: è comodo da raggiungere a piedi, e ha delle cose carine. Oltretutto è molto piccolo, per cui ci sta poca gente, e soprattutto bastano altre due clienti per distrarre la commessa.

Ecco, la commessa in questo caso è una signora di età indefinibile, compresa a spanne tra i 45 e i 97: nel primo caso portati piuttosto male, nel secondo splendidamente. Capello biondo lungo, piuttosto alta, mediamente fastidiosa. Ha cercato di propinarmi nell'ordine un "sobrio" tubino verde smeraldo e uno tappezzeria-style bianco con ghirigori marroni, infine, dopo un obrobrio trapezoidale con fantasia a cerchi e la mia tipica espressione da sopracciglio alzato, ha capito che era meglio lasciarmi libera di frugare e prestarmi assistenza solo se richiesta: una donna molto intelligente lei, una cliente dal ringhio facile, io. Alla fine comunque ho trovato cose molto carine, per cui ne è valsa la pena.
Poi è stato il momento delle scarpe: un momento molto lieto. Mi sono talmente innamorata del modello che ne ho comprate due paia di diversi colori: "non riuscivo a scegliere" + "saldo del 30%" = "me le dia entrambe". Qui vi mostro il color panna e marrone, l'altro paio è grigio e nero.



Più le guardo e più mi piacciono. Ovviamente anche in questo caso ho applicato l'ormai noto metodo della quantificazione in euro del livello di piacere (chi non sapesse di cosa parlo, lo scopre qui) e con somma soddisfazione ho acquistato per € 55 scarpe che me ne piacevano almeno 100.

Poi c'è stata la tappa al vivaio, ma quella non conta come shopping e ve la racconto separatamente.
Buona settimana!

venerdì 1 luglio 2011

Che fine ha fatto Fido?

Prima di tutto volevo tranquillizzarvi sul fatto che ho dei programmi per il weekend, quindi non preoccupatevi per me fino a lunedì. In una parola: SALDI.
D'altra parte cosa deve fare una povera ragazza lasciata sola soletta dal suo Uomo (che se ne è partito bello bello per raggiungere i suoi in puglia dove passerà il weekend)?!
Quindi scarpe, borse, vestitini, costumi e intimo a me!
Ciò detto dovete sapere che le mie pause pranzo, in assenza di stagista che questa settimana non c'è, si svolgono ai giardinetti: vado a prendermi un bel gelato o un pezzo di focaccia e mi piazzo su una panchina all'ombra a leggere.
Il caso vuole che la mia panchina si trovi esattamente accanto all'area cani del giardinetto, e quindi in un'ora che trascorro lì seduta ne vedo passare svariati (di cani, ma anche di padroni). Molti sono abituè, alcuni hanno la fortuna di avere il padrone che lavora vicino a casa e che quindi in pausa pranzo li passa a prendere e li porta a fare due passi, mentre altri hanno il dogsitter e arrivano in gruppo.
Per esempio, una gran abituè è Prada: una dobermanessa alta come me ma che a sentire il suo padrone-in-doppiopetto è un pezzo di pane. Sarà, ma di solito i padroni di chiuaua, barboncini e bassotti non sono proprio sereni a far giocare il rispettivo cucciolo con sta spilungona... Forse perchè il doberman non è esattamente noto per la pazienza e la docilità, e i malpensanti temono che il loro amato quadrupede diventi in un baleno la merenda di Prada proprio mentre il suo azzimato proprietario sta pronunciando le parole "ma no è buoniss....".
Oggi invece ci sono state due new entries, portate ai giardini dalle rispettive padrone non-giovani e soprattutto bercianti come poche, soprattutto una. Ma andiamo con ordine: fanno il loro ingresso nell'area cani rispettivamente Scerì e Si-Gei (dalla pronuncia delle padrone si capiva benissimo che lo scrivono come lo pronunciano). Mi perdonerete per la mia scarsissima conoscenza delle razze canine (sui gatti sono molto più ferrata), ma indicativamente Scerì è una bastardina di stazza media, mentre Si-gei mi sembrava un boxer. Ecco, i due arrivano e giocano insieme mentre le proprietarie se la raccontano. Ad un certo punto sulla panchina accanto alla mia viene a posteggiarsi un signore con annesso cane al guinzaglio, Si-gei molla lì Scerì come una pera e si precipita ad abbaiare a costui; non potendo raggiungerlo per via della rete che delimita l'area cani si limita ad abbaiare come un disperato. La padrona insorge, e superando la barriera del suono ulula "SIIII-GEEEEEEEEEEEIIIIIIIIIIIIH! ALLORAAAAAAAAAAAAAAAAH! NON SI PUO' FARE TUTTO STO CASINOOOH! GUARDA CHE ANDIAMO A CASA EH!".
Ecco, Si-gei, sii gentile, portala a casa va'. E la prossima volta mettile la museruola e fatti magari anche dare un nome normale, a te e alla tua amica Scerì.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...